Reklaam
Fullscreen image

Una città da un milione di abitanti sulla Luna esaurirebbe l’acqua: nemmeno un riciclo perfetto la salverebbe

Autore auto.pub | Pubblicato il: 18.09.2026

L’umanità potrebbe costruire sulla Luna basi, miniere e persino piccoli insediamenti, ma una città da un milione di abitanti si scontrerebbe con un problema sorprendentemente terrestre: l’acqua non basta. Secondo una nuova analisi, un milione di residenti esaurirebbe in poco più di un secolo anche una riserva idrica stimata in modo assai ottimistico, persino riciclando il 98% dell’acqua. Le stime attuali sulle effettive risorse idriche della Luna potrebbero essere circa 30 volte inferiori a quel valore iniziale.

Reklaam

Il miliardo di tonnellate d’acqua della Luna è meno di quanto sembri

Gli scienziati Martin Elvis e Jonathan McDowell hanno adottato come punto di partenza una stima ottimistica di un miliardo di tonnellate d’acqua sulla Luna. Si ritiene che la maggior parte del ghiaccio utilizzabile si trovi nei crateri vicini ai poli, i cui fondali non vengono raggiunti dalla luce solare da miliardi di anni. In queste zone le temperature possono rimanere sotto i 110 K, ossia circa -163 °C, consentendo al ghiaccio di conservarsi su scale temporali geologiche.

Un miliardo di tonnellate sembra una riserva enorme, finché nell’equazione non si inserisce un milione di persone.

L’acqua non serve soltanto per bere e lavarsi. Viene consumata anche dalla produzione alimentare, dall’industria e, in ultima analisi, dalla produzione di ossigeno e carburante per razzi. Senza riciclo, questa riserva idrica ottimistica basterebbe per appena pochi anni a una città da un milione di abitanti.

Nemmeno un riciclo ai livelli della ISS sarebbe sufficiente

La parte più interessante dell’analisi riguarda un ciclo idrico chiuso. Se una futura città lunare riuscisse a riciclare il 98% dell’acqua, una percentuale paragonabile a quella raggiunta sulla Stazione Spaziale Internazionale, a ogni ciclo se ne perderebbe comunque una piccola quantità.

Con un milione di persone, anche una perdita del 2% diventa enorme.

Con l’ipotesi ottimistica di una riserva da un miliardo di tonnellate, una città del genere potrebbe durare poco più di 100 anni. Un problema ancora maggiore è che, secondo stime più recenti, la quantità d’acqua concretamente accessibile potrebbe essere circa 30 volte inferiore. In tal caso, anche una città molto più piccola potrebbe esaurire le proprie riserve idriche in circa un decennio.

Inoltre, il ghiaccio lunare non forma un lago sotterraneo uniforme per il quale basterebbe trivellare un pozzo. Un recente studio condotto con ShadowCam non ha trovato prove dell’esistenza di uno strato superficiale diffuso e ad alto contenuto di ghiaccio nelle regioni permanentemente in ombra. Il ghiaccio potrebbe comunque essere presente in concentrazioni inferiori, mentre gli strati più profondi restano poco studiati.

Con mille persone, i conti cambiano completamente

Lo studio non sostiene che vivere stabilmente sulla Luna sia impossibile. Il problema emerge soprattutto quando si ragiona in termini di città delle dimensioni di quelle terrestri. Un insediamento di circa mille abitanti potrebbe durare per secoli con le risorse note. Secondo i calcoli degli autori, persino una comunità di 10.000 persone sarebbe molto più realistica di una città da un milione di abitanti.

Questo cambia anche la logica della colonizzazione lunare. Anziché immense cupole e milioni di residenti, potrebbero rivelarsi più realistiche piccole basi scientifiche, industriali e minerarie, nelle quali gli esseri umani rappresenterebbero soltanto una parte della forza lavoro e i robot svolgerebbero gran parte delle attività.

L’energia non è necessariamente l’ostacolo principale. Vicino ai poli esistono zone sopraelevate dove la luce solare può essere sfruttata per periodi molto lunghi. Se necessario, il sistema può essere integrato con reattori nucleari. Il problema più difficile è che il ghiaccio più prezioso si trova spesso in crateri bui, dove l’energia solare disponibile sul posto è pressoché inesistente.

Una sola scoperta potrebbe ribaltare tutti i calcoli

Il maggiore punto debole dell’attuale analisi coincide anche con il suo messaggio più importante: non sappiamo ancora quanta acqua contenga realmente la Luna. Il telerilevamento esamina soprattutto gli strati vicini alla superficie. La regolite lunare si estende però a profondità molto maggiori e le trappole fredde potrebbero contenere riserve di ghiaccio non ancora scoperte. Attualmente la NASA conferma con certezza la presenza di acqua sia nelle regioni permanentemente in ombra sia, in piccole quantità, sulla superficie illuminata dal Sole; restano tuttavia incerte la riserva complessiva e la quota recuperabile.

Uno studio pubblicato nel 2026 su Nature Astronomy suggerisce inoltre che il ghiaccio polare non sia ciò che resta di un singolo evento antico. I dati sono compatibili con un modello nel quale il ghiaccio si è accumulato ininterrottamente per almeno gli ultimi 1,5 miliardi di anni, mentre una parte è andata perduta. Per questo motivo, sostenere che «non ci saranno mai città sulla Luna» sarebbe oggi troppo categorico.

Sulla base delle conoscenze attuali si può affermare qualcosa di più preciso e interessante: il primo ostacolo a una città lunare delle dimensioni di quelle terrestri non sarebbe necessariamente la tecnologia dei razzi, l’energia o i materiali da costruzione. Potrebbe essere l’acqua.

In linea di principio, esistono quattro soluzioni: trovare molto più ghiaccio, migliorare il riciclo dell’acqua, ridurre il consumo idrico dell’agricoltura oppure trasportare acqua sulla Luna da altri luoghi, per esempio dagli asteroidi. Per ora, questi calcoli rendono semplicemente il futuro della Luna meno fantascientifico. Almeno in una prima fase, più che a una città da un milione di abitanti, ha senso pensare a un ibrido tra una stazione di ricerca antartica, una miniera e uno spazioporto.


Warning: is_file(): open_basedir restriction in effect. File(/var/www/clients/client0/web302/web/stats/track.php) is not within the allowed path(s): (/var/www/clients/client0/web302/private/autopub-int/:/var/www/clients/client0/web302/tmp/:/var/cache/int-auto-pub/root-cache/:/tmp:/usr/share/php:/dev/urandom:/dev/random) in /var/www/clients/client0/web302/private/autopub-int/it/footer.php on line 6