Deep Orange 17
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L’EV solare sostenuta da BMW può raccogliere in un giorno più energia di quanta ne consumi per viaggiare

Autore auto.pub | Pubblicato il: 10.08.2026

Sviluppata dalla Clemson University in collaborazione con BMW, Deep Orange 17 mostra fino a che punto sia possibile ridurre il consumo energetico di un’EV attraverso massa contenuta, aerodinamica accurata e celle solari integrate nella carrozzeria. Secondo le simulazioni, il prototipo da 550 kg può coprire un tragitto quotidiano di 20 km usando esclusivamente energia solare e, in media, raccogliere comunque energia in eccesso sufficiente per altri 50 km di guida.

Oltre 1.700 celle solari continuano a lavorare mentre l’auto è parcheggiata

Nell’autunno del 2024, BMW ha posto una domanda agli studenti laureati del programma Deep Orange della Clemson University: un’auto elettrica può generare, in una tipica giornata di utilizzo urbano, più energia di quanta ne consumi per viaggiare? La loro risposta è stata Deep Orange 17, nota anche come Luminetta, una coupé elettrica a due porte. Il team di ricerca e sviluppo di BMW ha lavorato al fianco degli studenti di Clemson, con BMW nel ruolo di sponsor principale del progetto.

Oltre 1.700 celle fotovoltaiche sono integrate nelle superfici esterne dell’auto, consentendole di raccogliere energia sia in movimento sia da parcheggiata. Il sistema solare è stato sviluppato in collaborazione con il Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE tedesco. La sua progettazione consente all’insieme di celle di continuare a generare energia anche quando parti dei pannelli sono in ombra.

Gli sviluppatori hanno modellato la disponibilità di luce solare e le condizioni ambientali a Greenville, Francoforte, Madrid e Mumbai. Ipotizzando 20 km di guida al giorno, il veicolo ha generato energia solare sufficiente, in media nelle quattro località, a compensare l’energia consumata in quel tragitto quotidiano e a lasciare comunque un surplus equivalente a circa altri 50 km di guida.

In altre parole, la simulazione indica che la raccolta solare di una giornata può sostituire l’energia utilizzata in 20 km e fornire comunque l’equivalente di circa 50 km di autonomia aggiuntiva. Fondamentale: questi dati derivano da simulazioni e non da prove su strada reali condotte nelle quattro città.

Francoforte è un’inclusione particolarmente interessante in prospettiva europea, poiché dimostra che il sistema non è stato valutato soltanto in climi eccezionalmente soleggiati. Ciononostante, il risultato di Francoforte non può essere semplicemente estrapolato alle condizioni dell’Europa settentrionale: irraggiamento solare, stagione e condizioni di parcheggio hanno tutti una forte influenza sulla resa energetica.

Una massa di 550 kg cambia l’equazione energetica

I soli pannelli solari non sarebbero sufficienti a raggiungere risultati come questi. Deep Orange 17 pesa appena 550 kg, il che significa che richiede molta meno energia per accelerare e rimanere in movimento rispetto a una moderna EV da due tonnellate.

Il suo telaio multimateriale combina acciaio strutturale, alluminio, elementi strutturali in fibra di carbonio e giunti metallici stampati in 3D. L’acciaio è utilizzato principalmente per proteggere e rinforzare la cellula abitacolo, mentre i materiali più leggeri contribuiscono a ridurre al minimo la massa complessiva.

Per la carrozzeria, il team ha tratto ispirazione anche dalle caratteristiche aerodinamiche del pesce scatola, la cui forma affusolata riduce la resistenza aerodinamica preservando al tempo stesso il volume interno. La frenata rigenerativa, la distribuzione intelligente della coppia e i controlli ottimizzati della catena cinematica migliorano ulteriormente l’efficienza energetica.

È questa massa di 550 kg a rendere il progetto particolarmente convincente. Deep Orange 17 non si affida a un’unica soluzione tecnologica risolutiva per ottenere bassi consumi energetici. Le sue celle solari, la massa ridotta, l’aerodinamica e i sistemi di controllo lavorano insieme per ridurre la quantità di elettricità di cui l’auto necessita dalla rete.

Specifiche di batteria e motore ancora riservate

Il materiale pubblicato da BMW e Clemson non specifica la capacità della batteria di trazione, la potenza del motore elettrico, la coppia, la potenza massima di ricarica o l’autonomia di guida convenzionale. Ciò rende di valore limitato i confronti diretti con le EV di produzione in termini di accelerazione o autonomia WLTP. Il progetto intende dimostrare il potenziale di una mobilità quotidiana a bilancio energetico positivo, piuttosto che stabilire record di prestazioni o autonomia.

È anche qui che differisce sostanzialmente dalle auto elettriche europee di oggi. I costruttori si affidano normalmente a grandi batterie per offrire un’autonomia elevata, mentre Deep Orange 17 affronta il problema nella direzione opposta: prima minimizzare il fabbisogno energetico del veicolo, poi generare a bordo una parte dell’elettricità necessaria.

Non è un’anticipazione di una nuova BMW

Non vi è alcuna indicazione che Deep Orange 17 anticipi un futuro modello BMW di produzione. Si tratta di un prototipo di ricerca pienamente funzionante del programma Deep Orange di Clemson, sviluppato con il coinvolgimento del team di ricerca e sviluppo BMW. Clemson proseguirà la ricerca sul prototipo presso il Clemson University International Center for Automotive Research (CU-ICAR) e l’auto è prevista al CES 2027 di Las Vegas.

Il vero valore del progetto risiede quindi nell’idea che lo anima. L’energia solare può essere più di un’integrazione simbolica in un’auto elettrica, ma il suo contributo diventa significativo soltanto quando il veicolo stesso è eccezionalmente efficiente dal punto di vista energetico. Con la sua massa straordinariamente ridotta e l’ampia integrazione di celle solari nella carrozzeria, Deep Orange 17 dimostra questo principio in modo particolarmente eloquente.


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