Boom delle esportazioni EV cinesi: Messico sorpresa dell'anno
Le esportazioni di auto elettriche cinesi hanno continuato a correre a novembre, con spedizioni all'estero cresciute dell'87% su base annua. Il balzo più clamoroso arriva dal Messico, che fino a poco tempo fa nessuno prendeva sul serio: qui le importazioni sono aumentate del 2.367%, raggiungendo 19.300 vetture nel solo mese di novembre.
I dati provengono dall'autorità doganale cinese e raccontano una storia che pochi avrebbero previsto. Il Messico ha visto le importazioni di auto elettriche cinesi crescere del 2.367% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Una percentuale che sembra quasi uno scherzo, anche se in termini assoluti parliamo di 19.300 vetture a novembre. Il messaggio però è chiaro: la tendenza è inarrestabile.
Il Messico non è l'unico mercato dove le auto elettriche cinesi stanno guadagnando terreno. La domanda è esplosa anche in Indonesia e Thailandia. In Europa, il Regno Unito si distingue con un aumento delle importazioni del 113%.
Guardando al quadro generale, la maggior parte delle auto elettriche cinesi continua a dirigersi verso l'Asia: oltre 110.000 veicoli sono arrivati solo a novembre. Seguono Europa e America Latina, entrambe in crescita, anche se con ritmi inferiori rispetto all'Asia.
Dall'inizio dell'anno, i costruttori cinesi hanno spedito circa un milione di auto elettriche nei mercati asiatici. Le consegne in Europa hanno superato le 604.000 unità, segnando un aumento del 12%. Questi numeri non descrivono più una nicchia, ma un'industria globale a tutti gli effetti.
La crescente popolarità delle auto cinesi in Europa preoccupa sia i costruttori locali sia i politici. I timori riguardano la pressione sui prezzi, il sostegno statale e una concorrenza sempre più agguerrita.
La crescita esplosiva delle esportazioni cinesi di auto elettriche mette in luce una realtà semplice: la capacità produttiva ha ormai superato la domanda interna e i costruttori cercano con aggressività nuovi sbocchi all'estero. Con nuovi varchi che si aprono persino vicino all'orbita degli Stati Uniti, l'Europa si trova davanti a un bivio: chiudere le porte con la regolamentazione, oppure accettare che la concorrenza nell'era elettrica non chiede permesso.