Il drago cinese punta alla Formula 1 e a Le Mans
Per anni i costruttori cinesi sono sembrati soddisfatti di un ruolo più pragmatico, tra produzione di massa e spinta all’elettrificazione attenta ai costi. Ora però le indiscrezioni guardano molto più in alto. BYD, il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici, sembra rivolgere l’attenzione al vertice del motorsport: la Formula 1 e la leggendaria 24 Ore di Le Mans.
L’immagine del marchio costa più del litio
La domanda è immediata. Perché un’azienda che vende già milioni di auto elettriche accessibili dovrebbe bruciare centinaia di milioni in fumo di gomme?
Perché il riconoscimento globale conta. In Cina BYD siede sul trono. In Europa e negli Stati Uniti, invece, un marchio cinese si porta ancora dietro un certo peso.
La Formula 1 non è soltanto uno sport. È una vetrina tecnologica itinerante e una delle macchine di marketing più potenti al mondo, un’istituzione capace di dare a un brand un tipo di legittimazione che il denaro, da solo, non può comprare. Bloomberg scrive che BYD starebbe valutando due strade. La prima è costruire un team da zero, una strategia “foglio bianco” costosa e rischiosa. La seconda è acquistare una squadra già esistente, un ingresso molto più rapido grazie a infrastrutture già operative, come ha fatto Audi con Sauber.
Il prezzo d’ingresso, e trattative da reali
Competere nella corte reale del motorsport è una maratona finanziaria. Secondo gli esperti, una singola stagione, includendo sviluppo della vettura e logistica, può arrivare a costare fino a 500 milioni di dollari (429,5 milioni di euro). Una cifra sufficiente a far deglutire anche i costruttori tedeschi più navigati.
Il denaro è solo una parte del problema. La Formula 1 e la FIA, l’organo di governo dello sport, sono diventate sempre più selettive con i nuovi ingressi, chiedendo di dimostrare un valore reale per il campionato. L’asso nella manica di BYD, però, è la Cina stessa. L’interesse per la Formula 1 in Asia sta crescendo rapidamente e Liberty Media non ha mai nascosto l’intenzione di ampliare l’impronta globale della serie. Portare dentro un gigante tecnologico cinese sarebbe un modo piuttosto logico per far salire quei numeri di pubblico.
Un ponte tecnologico verso la strada
Se la Formula 1 simboleggia la velocità assoluta, Le Mans resta il grande esame di durata ed efficienza, proprio le aree in cui BYD vuole che la sua tecnologia delle batterie faccia da riferimento. Le gare endurance darebbero all’azienda l’occasione di testare i powertrain di nuova generazione nelle condizioni più dure possibili.
La mossa segnerebbe anche un cambiamento più ampio nella mentalità dei costruttori cinesi. Per anni sono rimasti alla larga dal glamour, dai costi e dai rischi del motorsport di vertice. L’ambizione di BYD suggerisce che quell’epoca potrebbe essere al tramonto. La Cina non vuole più soltanto costruire le auto. Vuole anche contribuire a plasmare la cultura che le circonda.