Lincoln punta in alto: SUV di lusso su base Bronco
Per anni si è sussurrato di una Lincoln Navigator più compatta, dalle linee più decise e meno patinata. Lincoln, storicamente legata a berline morbide e pensionati della Florida, sembra ora voler cambiare pubblico. Le ultime indiscrezioni parlano di una svolta strategica: il marchio di lusso di Ford mira a rivali come Mercedes-Benz G Class e Land Rover Defender, partendo dalla robusta piattaforma body-on-frame del Ford Bronco. Un tentativo di ridefinire il lusso americano con una buona dose di testosterone.
La base tecnica sarebbe la piattaforma T6 di Ford, già utilizzata su Ranger e Bronco. Mentre molti concorrenti scelgono la scocca portante per raffinatezza, Lincoln avrebbe deciso di restare fedele al classico telaio a longheroni. Una scelta che definisce il carattere dell’auto: deve affrontare fango e rocce con la stessa disinvoltura con cui si presenta davanti a un teatro d’opera.
Se il Bronco base si accontenta di un quattro cilindri, Lincoln punterebbe probabilmente sul V6 EcoBoost da 3,0 litri, capace di oltre 400 cavalli. L’idea è semplice: mantenere la potenza, eliminare i modi da rissoso. Diversamente dall’assetto spartano del Bronco, Lincoln dovrebbe adottare sospensioni pneumatiche adattive per smorzare le vibrazioni tipiche del telaio a longheroni. Non mancherebbero la cancellazione attiva del rumore e vetri laminati spessi per isolare i passeggeri dal mondo esterno, perché il lusso, anche su pneumatici all terrain, significa ancora silenzio.
Le modalità di guida GOAT (Goes Over Any type of Terrain) del Bronco tornerebbero sicuramente, ma con un nome più raffinato e, probabilmente, una gestione elettronica più prudente. Il tipo di software che impedisce all’auto di insabbiarsi fino agli assi, almeno non senza qualche avvertimento severo e una schermata che chiede se si è davvero sicuri.
Il mercato dei SUV di lusso oggi si divide tra crossover urbani asettici e veri avventurieri. La G Class ha dimostrato che i clienti facoltosi amano la promessa di un’eredità militare e di capacità reali, anche se poi non si va oltre il prato bagnato di un relais di campagna. Il CEO di Ford, Jim Farley, ha colto il punto: la gamma Lincoln attuale, Aviator e Nautilus, è piacevole ma manca di personalità.
Qui i conti iniziano a tornare: i costi di sviluppo restano bassi perché il Bronco esiste già. I margini, invece, possono salire alle stelle, visto che il badge Lincoln e la pelle pregiata permettono di aggiungere almeno 30.000 dollari (circa 27.600 euro) al prezzo di listino. Un modo astuto per spremere un segmento dove la razionalità ha lasciato spazio all’emozione da tempo.
Certo, la larghezza del Bronco già rende il parcheggio cittadino una piccola impresa. Lincoln probabilmente allargherà ulteriormente la carreggiata con carrozzeria più elaborata e pannelli più ricchi. Questo renderà la giungla urbana ancora più divertente, ma chi compra in questa nicchia non cerca mai qualcosa di piccolo, sensato o discreto. Vuole presenza, e paga volentieri il sovrapprezzo.