Audi grandsphere concept
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La prossima Audi A8 avrà il DNA Porsche

Autore auto.pub | Pubblicato il: 25.02.2026

Il vento del cambiamento soffia su Ingolstadt. L’ammiraglia Audi A8, silenziosamente uscita di scena nella sua attuale versione D5, si prepara a tornare intorno al 2030. Questa volta, il marchio non punterà solo su batterie e promesse di purezza elettrica.

La prossima generazione di Audi A8 condividerà infatti la base tecnica con Porsche, adottando la piattaforma MSB già utilizzata dalla Porsche Panamera. Non si tratta di una ritirata, ma di una precisa ricalibrazione strategica.

Dalla trazione anteriore alla vera trazione posteriore

Le precedenti generazioni di A8 si basavano su architetture con una marcata impostazione anteriore. Il passaggio alla Modularer Standardantriebsbaukasten di Porsche cambia radicalmente il carattere della vettura.

La MSB è una piattaforma pensata per la trazione posteriore, motori longitudinali e prestazioni elevate. In concreto, significa migliore distribuzione dei pesi, dinamica più affilata e la possibilità di ospitare motorizzazioni ben più potenti.

Audi, di fatto, abbandona l’idea di trasformare a breve termine la A8 in una pura ammiraglia elettrica. Preferisce invece una miscela di combustione ed elettrificazione, più in linea con la domanda reale del mercato.

Il motore termico resiste, l’ibrido guida

La nuova A8 dovrebbe offrire avanzati sistemi ibridi plug-in. Queste versioni PHEV promettono silenzio elettrico nel traffico urbano e la forza continua dei V6 o addirittura V8 benzina in autostrada.

Per chi cerca lusso, questa combinazione resta vincente. Coppia istantanea e zero emissioni in città soddisfano normative e tasse, mentre l’autonomia reale mantiene la vocazione da grande viaggiatrice.

La piattaforma MSB porta in dote anche componenti telaistici sviluppati da Porsche. Ci si può aspettare sospensioni adattive e sterzo integrale posteriore tarati per la precisione, non solo per il comfort. La prossima A8 non vuole essere un semplice salotto viaggiante, ma rispondere con la prontezza tipica di Stoccarda.

Design ispirato alla Grandsphere

Audi non mostra ancora immagini ufficiali, ma il concept Grandsphere indica la direzione: passo lungo, tetto filante e superfici pulite suggeriscono una berlina che fonde proporzioni classiche e rigore futurista.

Il vuoto produttivo di tre o quattro anni tra la D5 uscente e l’erede del 2030 è una scelta ponderata. Meglio prendersi una pausa dal segmento lusso che proporre tecnologie già superate.

In un mercato dove i prezzi a sei cifre sono la norma, i clienti pretendono libertà. Libertà di attraversare l’Europa senza soste infinite per la ricarica. Libertà di scegliere tra efficienza elettrica e autonomia termica.

Una scelta calcolata per il motore termico

Ancorando la nuova A8 alla piattaforma Porsche MSB, Audi prolunga la vita dei motori a combustione al vertice della gamma. Non è una sfida all’elettrificazione, ma il riconoscimento che le fasi di transizione richiedono flessibilità.

Con i regimi fiscali europei in continua evoluzione, un sofisticato ibrido plug-in potrebbe essere la soluzione più pragmatica per il lusso nel 2030. L’elettrico puro resta politicamente corretto, ma l’ibrido potrebbe essere la scelta più sensata per il mercato.

La prossima Audi A8 non sarà un manifesto elettrico, ma una dichiarazione d’intenti equilibrata, plasmata tanto dalla disciplina ingegneristica di Porsche quanto dall’ambizione di Ingolstadt.


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