Renault Bridger Concept
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Renault guarda ai mercati emergenti con il concept Bridger

Autore auto.pub | Pubblicato il: 10.03.2026

Renault ha presentato la nuova roadmap strategica futuREady e uno dei suoi elementi centrali è il Bridger Concept. Mentre i costruttori europei fanno i conti con auto elettriche costose e con una concorrenza cinese in crescita, l’amministratore delegato Fabrice Cambolive punta su mercati in cui i volumi si accompagnano alla crescita.

Il Bridger Concept non è soltanto un esercizio di stile. Rappresenta il primo segnale concreto dell’ambizione di Renault di vendere, entro il 2030, metà dei propri veicoli al di fuori dell’Europa.

Debutta una nuova piattaforma globale

Con il Bridger Concept arriva una nuova architettura globale chiamata RGMP, acronimo di Renault Group Modular Platform.

La piattaforma nasce per essere sufficientemente flessibile da ospitare diverse tipologie di propulsione. Motori a combustione interna, sistemi ibridi e configurazioni completamente elettriche potranno convivere nella stessa struttura.

La concept car misura meno di quattro metri di lunghezza, un dettaglio rilevante in mercati come l’India, dove i veicoli sotto questa soglia beneficiano di una tassazione favorevole. La luce a terra arriva a 200 millimetri, mentre i cerchi da 18 pollici indicano una preparazione adatta a condizioni stradali non sempre ideali.

Nonostante le dimensioni compatte, Bridger offre 200 millimetri di spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori, un valore che Renault indica come riferimento nel segmento B. Il bagagliaio da 400 litri rafforza ulteriormente la vocazione familiare.

Alcuni dettagli di design sottolineano l’impostazione più robusta del veicolo. La ruota di scorta montata sul portellone e la tinta esterna Beige Dune Satin richiamano un carattere da “vai ovunque”.

L’India diventa un hub tecnologico chiave

Sul piano strategico, Renault sposta parte del proprio baricentro lontano da Parigi. Il Bridger Concept dovrebbe arrivare in produzione entro la fine del 2027, con la base produttiva principale in India.

La scelta è intenzionale. L’India è uno dei mercati automobilistici a più rapida crescita al mondo e Renault prevede di lanciare lì quattro nuovi modelli entro il 2030.

A differenza di piattaforme pensate soprattutto per l’Europa, come SSP Sport o RGEV 2.0, l’architettura RGMP deve dare priorità a robustezza ed efficienza dei costi. La piattaforma supporterà anche un approccio multi energia di taglio pratico.

In concreto, lo stesso veicolo potrebbe essere venduto con un motore a benzina nelle aree dove l’infrastruttura di ricarica è limitata, mentre le versioni completamente elettriche potrebbero servire i grandi mercati urbani.

Elettrificazione accessibile come strategia globale

Renault punta ad avere il 50 percento delle vendite internazionali elettrificate entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo serve una tecnologia delle batterie che non faccia salire i prezzi oltre la portata degli acquirenti mainstream.

Se la versione di serie manterrà la combinazione, vista sulla concept, tra design deciso e abitabilità generosa, Bridger potrebbe diventare un concorrente credibile sia per i marchi low cost sia per i leader consolidati del segmento B.


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