Škoda Epiq
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Škoda Epiq, il SUV elettrico da circa 25.000 euro punta alle piccole

Autore auto.pub | Pubblicato il: 20.05.2026

L’industria europea dell’auto è arrivata al punto in cui il successo dell’elettrico non si deciderà più nel segmento del lusso, ma nella fascia di mercato accessibile ai clienti comuni. Škoda mette sul tavolo una delle sue carte più forti con la Epiq, SUV elettrico compatto con un prezzo obiettivo di circa 25.000 euro.

Con un’autonomia dichiarata fino a 440 chilometri e un bagagliaio da 475 litri, la Epiq vuole dimostrare che un budget contenuto non deve per forza tradursi in compromessi pesanti. Offre inoltre a Škoda una risposta concreta sia alle utilitarie a benzina tradizionali sia a un gruppo sempre più ampio di rivali elettriche francesi.

La Epiq apre un nuovo capitolo stilistico per Škoda: è il primo modello di serie a portare su strada la filosofia Modern Solid del marchio. Lunga appena 4,1 metri, sarà costruita sulla nuova piattaforma MEB Plus del Gruppo Volkswagen, progettata per piccole auto a trazione anteriore efficienti.

La calandra tradizionale lascia spazio a un pannello in vetro scuro chiamato Tech Deck Face. Dietro questa superficie gli ingegneri hanno collocato radar e sensori necessari ai sistemi di assistenza alla guida.

Škoda non ha sacrificato la praticità in nome del design. Il bagagliaio da 475 litri fissa un riferimento importante nella categoria e supera persino quello di alcune auto più grandi. È un risultato molto in linea con la filosofia del marchio, che trasforma i centimetri in utilità reale più che in numeri da brochure.

La gamma Epiq sarà articolata su tre livelli di potenza, identificati dalle sigle 35, 40 e 55. I 116 CV della versione d’ingresso dovrebbero adattarsi a una guida quotidiana più tranquilla, mentre la variante di vertice porta la potenza a 211 CV e la coppia a 290 Nm.

In questa classe la chimica delle batterie conta molto, e ai clienti saranno proposti due sistemi diversi. La batteria LFP da 37,5 kWh offre un’autonomia WLTP compresa tra 300 e 310 chilometri. Questo pacco al litio ferro fosfato, più economico e più resistente, contribuisce a mantenere basso il prezzo base e copre la maggior parte degli impieghi urbani quotidiani.

La batteria NMC più grande, da 51,5 kWh, porta l’autonomia fino a 440 chilometri. La chimica al nichel manganese cobalto supporta la ricarica rapida a 133 kW, con un passaggio dal 10 all’80% in circa 23, 25 minuti.

All’interno, la Epiq adotta un’impostazione minimalista, ma evita l’eccessiva dipendenza dal touchscreen che ha fatto sembrare alcune elettriche elettrodomestici con le ruote. Škoda mantiene comandi fisici importanti per il conducente, insieme a rotelle aptiche sul volante.

Al centro della plancia c’è uno schermo infotainment da 13 pollici, affiancato da un display conducente compatto da 10 pollici. Il sistema utilizza un software basato su Android, che consente un’integrazione fluida dello smartphone e aggiornamenti wireless.

L’abitacolo impiega materiali riciclati e resistenti, coerenti con l’impostazione pratica della vettura. La Epiq integra anche la tecnologia Vehicle to Load, che permette all’auto di funzionare come una grande batteria e alimentare dispositivi elettrici esterni tramite una presa esterna.

L’amministratore delegato di Škoda, Klaus Zellmer, colloca la Epiq direttamente in una delle aree più importanti del mercato: quella delle elettriche accessibili che non penalizzano lo spazio. Il confronto sarà con modelli come Renault 4 E Tech, Citroën ë C3 e la parente del Gruppo Volkswagen, Volkswagen ID.2.

Gli ordini dovrebbero aprire in mercati europei selezionati nel luglio 2026, con le prime consegne attese alla fine dell’anno o all’inizio del 2027. I prezzi per l’Estonia saranno confermati poco prima dell’apertura degli ordini.

Sul piano strategico, la Epiq entra nello spazio lasciato libero dalle piccole a benzina, sempre più arretrate sul mercato. È il tipo di auto che deve dimostrare un concetto più ampio per l’industria: l’elettrica non può più restare un prodotto premium per early adopter. Deve diventare uno strumento quotidiano utile e accessibile.


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