Un trattore può davvero essere rilevato a 300 km/h?
È uno dei miti più diffusi tra gli automobilisti, ma dal punto di vista fisico e tecnico sfuggire a un moderno autovelox con un normale veicolo stradale è praticamente impossibile.
L'idea può far sorridere: secondo questa storia, basta andare abbastanza forte e la telecamera non riuscirà mai a scattare un'immagine utilizzabile. In realtà, i moderni sistemi di controllo della velocità sono progettati proprio per impedire un trucco del genere.
Tempi di scatto rapidissimi lasciano pochissimo al caso.
Gli autovelox stradali e urbani di oggi utilizzano sensori di livello industriale con tempi di esposizione misurati in frazioni di millisecondo, in genere tra 1/1.000 e 1/10.000 di secondo.
Anche a 300 km/h, un'auto percorre solo circa 8 centimetri in un millisecondo. Con tempi di esposizione di questo tipo, l'immagine resta abbastanza nitida da permettere l'identificazione della targa e del conducente senza particolari difficoltà. L'auto si muove velocemente, ma non abbastanza da battere la fisica della telecamera.
Il punto più importante è un altro: i sistemi moderni non aspettano che il veicolo arrivi esattamente davanti alla telecamera. In Estonia e in molti altri Paesi, apparecchiature come Poliscan misurano il veicolo molto prima che venga scattata la fotografia.
Di solito i sensori seguono il veicolo da una distanza compresa tra circa 20 e 50 metri. Il computer calcola poi il momento esatto in cui l'auto entrerà nella zona di ripresa. Poiché il sistema conosce già la velocità del veicolo, sa anche, con precisione nell'ordine dei millisecondi, quando attivare l'otturatore. In altre parole, la telecamera non reagisce in ritardo. È pronta con largo anticipo.
La velocità necessaria sarebbe assurda.
I test hanno mostrato che, per mettere davvero in difficoltà un autovelox nella cattura dell'immagine, un veicolo dovrebbe viaggiare a qualcosa come 800-1.000 km/h, cioè vicino alla velocità del suono. Un'auto di normale produzione non ci arriva. E, naturalmente, nemmeno un trattore.
Ecco perché questa vecchia teoria continua a circolare, ma non regge davvero al confronto con l'ingegneria. I moderni autovelox sono stati progettati per gestire traffico veloce e, secondo gli standard attuali, anche 300 km/h non rappresentano una sorta di velocità di fuga. Sono semplicemente un valore che il sistema è perfettamente in grado di gestire.