Alpine A390 GT
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Alpine A390 GT, la risposta francese alla noia tedesca

Autore auto.pub | Pubblicato il: 12.03.2026

Gli ingegneri di Dieppe hanno finalmente capito che i giocattoli a motore centrale per puristi, da soli, non pagano le bollette. L’arrivo dell’Alpine A390 GT nelle concessionarie apre un nuovo capitolo della strategia Dream Garage del marchio. Se un tempo il badge Alpine significava accesso scomodo e quasi zero bagagliaio, la A390 è una sport fastback pragmatica che prova a unire la precisione della A110 con l’utilità quotidiana di una familiare a cinque porte. Fisica e 400 CV fanno pensare a un risultato divertente. Il prezzo d’attacco di 67.500 euro, però, impone una domanda più tagliente. Alpine ha conservato la sua anima nell’era elettrica, o è semplicemente una Renault Megane E Tech molto costosa, in un abito appena meglio tagliato?

Anatomia tecnica, tre motori e torque vectoring attivo

C’è un motore sull’asse anteriore e due motori sincroni al posteriore, uno per ciascuna ruota. Questa architettura consente ad Alpine di adottare il sistema Alpine Active Torque Vectoring, che ripartisce la trazione tra le ruote posteriori in tempo reale. In teoria dovrebbe ridurre il sottosterzo e far sembrare in curva un’elettrica pesante molto più leggera di quanto ci si aspetterebbe.

Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 4,8 secondi. Non è il tipo di accelerazione che ti riorganizza gli organi interni come una Tesla con modalità di guida più teatrali, ma Alpine punta chiaramente su equilibrio e precisione più che sulla forza bruta.

La batteria da 89 kWh promette fino a 555 chilometri nel ciclo WLTP. Nell’uso reale dovrebbe tradursi in una buona sensazione di sicurezza nei trasferimenti autostradali più lunghi, anche grazie alla ricarica rapida da 150 kW che porta l’accumulatore dal 15 all’80 per cento in 29 minuti.

Più di un esercizio di stile

L’Alpine A390 GT si rivolge a chi si è stancato della competenza sterile dei marchi premium tedeschi. È pensata per chi ha bisogno di un sedile posteriore ma si rifiuta di comprare l’ennesimo SUV dalle spalle squadrate. La carrozzeria fastback è una risposta aerodinamica all’ossessione per i SUV, con un baricentro più basso e la promessa di una guida più affilata.

A bordo, un volante ispirato alla F1 incontra Alcantara e pelle Nappa. L’impianto audio Devialet a 13 altoparlanti promette una dose di indulgenza acustica in stile francese, mentre il software Alpine Portal basato su Google dovrebbe, almeno in teoria, risparmiare agli utenti i grattacapi digitali che hanno colpito diversi altri costruttori europei.

Sul mercato, la A390 GT dovrà vedersela con auto come la BMW i4 e con le versioni più costose della Tesla Model 3. La pompa di calore di serie è fondamentale nei climi freddi. La trazione integrale a tre motori e la ripartizione intelligente della coppia dovrebbero, sulla carta, renderla una delle opzioni più divertenti su una strada innevata.

C’è però, inevitabilmente, un rovescio della medaglia. I cerchi Snowflake da 20 pollici, o quelli da 21 pollici a richiesta, e la carrozzeria fastback molto bassa impongono vera attenzione sulle strade rovinate dal disgelo. È un’auto da asfalto, non da sterrati.

Con 67.500 euro ci si compra un posto nell’angolo più vistoso del parcheggio e un’alternativa alle solite scelte prodotte in massa. L’Alpine A390 GT vuole dimostrare di essere abbastanza civile per il tragitto casa-scuola, ma anche abbastanza complessa e viva da regalare piacere autentico su una strada vuota. Che questo basti a preservare lo spirito Alpine conterà probabilmente meno per chi la guida e se la gode, che per tutti gli altri che continuano a comprare l’opzione più ovvia.


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