Volkswagen ID.3 Neo
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Volkswagen ID.3 Neo, Wolfsburg ammette i propri errori

Autore auto.pub | Pubblicato il: 12.03.2026

A Wolfsburg soffia un vento di autocritica. Il colosso tedesco sembrava convinto che slider a sfioramento e minimalismo software fossero il futuro dell’auto. Poi è arrivata la realtà, brutale e costosa. La ID.3 ribattezzata Neo, insieme agli aggiornamenti di ID.4, ID.5 e ID.7, segna una ritirata strategica da idee sperimentali che i clienti non hanno mai davvero abbracciato. Volkswagen inizia a condividere le prime indicazioni sulla nuova ID.3, e il messaggio è chiaro. La lezione ha fatto male, ma è stata imparata.

Bilancio tecnico, tornano i pulsanti e arrivano le batterie LFP

Il cambiamento più evidente non riguarda la potenza. È proprio sotto le dita del guidatore. Volkswagen elimina le superfici touch poco precise sul volante e riporta i pulsanti fisici. Vince l’ergonomia. Meno, invece, l’idea di trasformare l’auto in un dispositivo smart.

C’è poi la guida con un solo pedale. Finalmente gli ingegneri hanno introdotto un sistema che permette all’auto di fermarsi completamente usando solo la frenata rigenerativa. I rivali lo offrivano da anni, mentre i clienti Volkswagen dovevano adattarsi alla vecchia abitudine di veleggiare.

L’arrivo della chimica LFP è un altro cambio di rotta importante. Le versioni d’ingresso di ID.4 e ID.5 Pure adottano una nuova batteria da 58 kWh al litio ferro fosfato. È una scelta calcolata. L’LFP costa meno, regge meglio le ricariche frequenti al 100 per cento ed evita del tutto il cobalto. È la risposta di Volkswagen alla pressione dei costruttori cinesi, e arriva con un certo ritardo.

Debutta anche un nuovo motore, l’APP 350. I modelli base sostituiscono la precedente unità APP 310 con un sistema da 140 kW, 190 bhp. Più coppia e consumi più bassi estendono l’autonomia della ID.4 fino a 40 chilometri nel ciclo WLTP, un incremento significativo quando deriva soprattutto da una migliore efficienza.

Poi c’è il V2L, l’auto come power bank. Tutti i nuovi modelli possono ora erogare 3,6 kW di potenza esterna. In pratica, una Volkswagen della famiglia ID può alimentare un barbecue da campeggio e una macchina del caffè senza difficoltà. Non è una rivoluzione, ma resta un’aggiunta gradita.

Software come addestramento alla sopravvivenza

Il management Volkswagen, guidato dal responsabile dello sviluppo tecnico Kai Grünitz, punta tutto sul sistema di infotainment Innovision e su un nuovo app store. Finora, il software della gamma ID spesso ricordava un tablet Android di prima generazione appena uscito dal sonno. La prossima versione promette un funzionamento più fluido e il supporto alle app di terze parti, inclusi giochi e servizi di streaming.

La realtà, però, è più dura di quanto a Wolfsburg piaccia ammettere. Volkswagen non compete più con Opel. Si misura con Tesla e BYD. Una chiave digitale sul telefono e un Travel Assist che ora riconosce i semafori non sono extra superflui nel 2026. Sono il requisito minimo per entrare in partita. Wolfsburg sta cercando, a tratti con una certa urgenza, di trasformare l’auto in un ecosistema più intelligente prima che i protagonisti cinesi del software occupino completamente il campo.

In inverno, il rapporto tra batteria LFP e pompa di calore diventa decisivo. L’LFP gestisce bene i cicli di ricarica, ma soffre il freddo più di una batteria NMC convenzionale. Per chi compra, questo significa che il precondizionamento invernale passa da optional piacevole a rituale obbligatorio. Scegliere una ID.3 Neo senza prenderlo sul serio porta conseguenze già con la prima gelata intensa.

La Volkswagen ID.3 Neo non sarà un altro esperimento su ruote. Sembra destinata a diventare un prodotto più maturo, e anche un po’ più umile. I tedeschi hanno imparato dai propri errori, poi hanno rivestito quelle lezioni con un nuovo marketing. Se un nome diverso e una dotazione di pulsanti vera basteranno a cancellare il trauma software della prima generazione di ID, lo dirà solo il tempo.


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