Ricarica elettrica: come farla davvero veloce
Autore auto.pub |
Pubblicato il:
03.11.2025
Non molto tempo fa, gli automobilisti discutevano se fosse meglio la benzina con o senza piombo. Oggi, le stesse conversazioni ruotano intorno alle correnti di ricarica. Secondo Kevin Giek, responsabile della linea Taycan di Porsche, ricaricare un’auto elettrica è logico quanto fare il pieno: basta sapere come farlo nel modo giusto.
Prima regola: partire dal dieci per cento
La regola d’oro di Giek è semplice: le batterie si ricaricano più rapidamente quando sono intorno al 10% di carica. "Anche meno va bene, ma dieci è l’ideale", spiega. Ad esempio, una Porsche Taycan collegata a un caricatore rapido da 800 volt può assorbire fino a 320 kW di potenza. In queste condizioni, passare dal 10 all’80% richiede circa 18 minuti, anche se la situazione non è perfetta.
Con la nuova batteria Performance Plus, la Taycan può mantenere oltre 300 kW per cinque minuti consecutivi, e il freddo incide poco sulle prestazioni. Per confronto, la Taycan di prima generazione impiegava circa 37 minuti per lo stesso intervallo con la batteria a 15 gradi Celsius.
Seconda regola: non superare l’80 per cento
"Se devo prepararmi per un lungo viaggio, carico l’auto al massimo a casa con la wallbox", racconta Giek. "Ma in viaggio, di solito mi fermo intorno al 60%: oltre, la ricarica diventa troppo lenta".
Conoscere la curva di ricarica della propria auto è fondamentale. Sui modelli più recenti, come la Taycan, la potenza resta sopra i 300 kW fino circa al 70% e rimane oltre i 200 kW anche dopo il 75%. Superato l’80%, la velocità cala drasticamente. "Non ha senso perdere tempo", taglia corto Giek. Il suo consiglio: meglio due soste brevi che una lunga.
I costruttori stanno sviluppando software per automatizzare questa logica. Il Charging Planner di Porsche, ad esempio, calcola già le soste e le durate ottimali, così il viaggio richiede il minor tempo possibile.
Terza regola: scegli la colonnina giusta
Pochi automobilisti sanno che alcune stazioni di ricarica dividono la potenza tra due prese. Se un’altra auto è già collegata, la tua potrebbe ricevere solo metà della potenza, ad esempio 75 kW invece di 150. Fanno eccezione le reti Ionity e Porsche Charging Lounge, dove ogni connettore fornisce sempre la massima potenza.
"Molti non lo sanno", osserva Giek. "Ma spesso è il motivo per cui la ricarica sembra più lenta del previsto". Il suo consiglio è semplice: scegli una colonnina libera quando puoi, soprattutto fuori dagli orari di punta.
Ricaricare come un’arte
Questi consigli dimostrano che la mobilità elettrica non è una limitazione, ma una nuova disciplina. Quando si unisce la precisione ingegneristica alla consapevolezza dell’utente, la ricarica diventa parte del piacere, non solo del prezzo, di guidare elettrico.
La regola d’oro di Giek è semplice: le batterie si ricaricano più rapidamente quando sono intorno al 10% di carica. "Anche meno va bene, ma dieci è l’ideale", spiega. Ad esempio, una Porsche Taycan collegata a un caricatore rapido da 800 volt può assorbire fino a 320 kW di potenza. In queste condizioni, passare dal 10 all’80% richiede circa 18 minuti, anche se la situazione non è perfetta.
Con la nuova batteria Performance Plus, la Taycan può mantenere oltre 300 kW per cinque minuti consecutivi, e il freddo incide poco sulle prestazioni. Per confronto, la Taycan di prima generazione impiegava circa 37 minuti per lo stesso intervallo con la batteria a 15 gradi Celsius.
Seconda regola: non superare l’80 per cento
"Se devo prepararmi per un lungo viaggio, carico l’auto al massimo a casa con la wallbox", racconta Giek. "Ma in viaggio, di solito mi fermo intorno al 60%: oltre, la ricarica diventa troppo lenta".
Conoscere la curva di ricarica della propria auto è fondamentale. Sui modelli più recenti, come la Taycan, la potenza resta sopra i 300 kW fino circa al 70% e rimane oltre i 200 kW anche dopo il 75%. Superato l’80%, la velocità cala drasticamente. "Non ha senso perdere tempo", taglia corto Giek. Il suo consiglio: meglio due soste brevi che una lunga.
I costruttori stanno sviluppando software per automatizzare questa logica. Il Charging Planner di Porsche, ad esempio, calcola già le soste e le durate ottimali, così il viaggio richiede il minor tempo possibile.
Terza regola: scegli la colonnina giusta
Pochi automobilisti sanno che alcune stazioni di ricarica dividono la potenza tra due prese. Se un’altra auto è già collegata, la tua potrebbe ricevere solo metà della potenza, ad esempio 75 kW invece di 150. Fanno eccezione le reti Ionity e Porsche Charging Lounge, dove ogni connettore fornisce sempre la massima potenza.
"Molti non lo sanno", osserva Giek. "Ma spesso è il motivo per cui la ricarica sembra più lenta del previsto". Il suo consiglio è semplice: scegli una colonnina libera quando puoi, soprattutto fuori dagli orari di punta.
Ricaricare come un’arte
Questi consigli dimostrano che la mobilità elettrica non è una limitazione, ma una nuova disciplina. Quando si unisce la precisione ingegneristica alla consapevolezza dell’utente, la ricarica diventa parte del piacere, non solo del prezzo, di guidare elettrico.