Il principale problema di qualità delle auto nuove non è più il motore, ma lo schermo
Le auto nuove migliorano sul piano meccanico, ma i loro sistemi multimediali non riescono a tenere il passo. Secondo l’ultimo studio statunitense di J.D. Power, i problemi legati ai sistemi multimediali rappresentano ormai il 25% di tutti i problemi di qualità delle auto nuove.
È un cambiamento significativo. Motori, cambi, sospensioni e persino sistemi di assistenza alla guida stanno diventando più affidabili, mentre schermi sempre più grandi, connettività wireless dei telefoni e software continuano a creare grattacapi ai proprietari.
I cinque problemi più comuni riguardano i sistemi multimediali
J.D. Power misura la frequenza dei problemi con l’indice PP100, ossia il numero di problemi ogni 100 veicoli. Quest’anno i sistemi multimediali hanno registrato 42,4 PP100, senza mostrare praticamente alcun miglioramento rispetto all’anno scorso.
Un dato ancora più significativo è che i cinque problemi segnalati più spesso, considerando l’auto nel suo complesso, riguardano ora i sistemi multimediali.
Le connessioni di Android Auto e Apple CarPlay generano un numero particolarmente elevato di lamentele. L’Initial Quality Study di J.D. Power, pubblicato a giugno, ha mostrato che i problemi di connessione con questi sistemi sono stati la principale causa del peggioramento della qualità dei sistemi multimediali nel corso dell’anno.
Il problema non si limita alle interruzioni della connessione. I proprietari lamentano menu complicati, la logica di funzionamento dei touchscreen, l’integrazione con il telefono e funzioni che non rispondono sempre nello stesso modo.
Nel frattempo, l’auto in sé sta migliorando
Il paradosso è che i veicoli del 2026 hanno ottenuto un risultato molto positivo nell’Initial Quality Study di J.D. Power. Il numero medio di problemi è sceso su base annua da 192 a 175 ogni 100 veicoli. Si è trattato del maggiore miglioramento annuale dal 1997.
Nove delle dieci aree esaminate sono migliorate. L’unica categoria a peggiorare è stata quella dei sistemi multimediali.
Questo dimostra quanto sia cambiato il significato della qualità di un veicolo. Un paio di decenni fa, scarsa qualità significava una perdita d’olio, interni scricchiolanti o un cambio malfunzionante. Oggi un’auto può funzionare perfettamente dal punto di vista meccanico, ma il proprietario può comunque ritenerla problematica perché il telefono non si connette o perché deve navigare tra i menu sullo schermo per gestire la climatizzazione.
Un grande touchscreen non rappresenta automaticamente un miglioramento
I risultati di J.D. Power mettono in discussione la corsa dell’industria automobilistica verso schermi sempre più grandi, in atto ormai da anni.
Nello studio di giugno, tra gli automobilisti che hanno segnalato un problema fonte di distrazione durante la guida, il 46% ha affermato che era causato dal sistema multimediale o dal touchscreen. A titolo di confronto, gli avvisi dei sistemi di assistenza alla guida rappresentavano il 18%.
Il motivo è semplice. Un conducente impara rapidamente la posizione di un pulsante fisico e può utilizzarlo senza distogliere lo sguardo dalla strada. Su uno schermo, la posizione della stessa funzione cambia a seconda del software, mentre un menu articolato in più passaggi richiede maggiore attenzione.
I costruttori europei lo stanno gradualmente riconoscendo. I pulsanti fisici non sono più necessariamente una soluzione antiquata, ma una parte dell’interfaccia utente: eliminarli può rendere l’auto meno costosa da produrre, ma non migliore da usare.
Il software è diventato una componente fondamentale della qualità del veicolo
Il problema, inoltre, non scompare dopo i primi 90 giorni. Nel Vehicle Dependability Study 2026 di J.D. Power, i sistemi multimediali sono risultati ancora una volta la categoria più problematica, con 56,7 problemi ogni 100 veicoli. Per il terzo anno consecutivo, la connettività di Android Auto e Apple CarPlay è stata il singolo problema segnalato più spesso nell’intero studio.
Per le case automobilistiche è una lezione difficile da accettare. Sanno costruire motori sempre più affidabili e scocche più precise, ma allo stesso tempo rendono le auto dipendenti da software la cui qualità non è sempre all’altezza di quella dei componenti meccanici.
Un’auto moderna non è più soltanto una macchina. È un computer su ruote, nel quale il guasto più fastidioso potrebbe non essere l’auto che non parte, ma il telefono che non si connette.