Tesla Semi
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Tesla Semi è arrivato finalmente sulla linea di produzione

Autore auto.pub | Pubblicato il: 04.05.2026

Tesla ha annunciato che il primo Tesla Semi elettrico è uscito dalla linea di produzione in Nevada. È un passaggio importante dalla produzione finora limitata verso una scala industriale, anche se l’obiettivo di 50.000 camion l’anno resta ancora lontano.

Il primo Tesla Semi è stato completato su una linea di produzione ad alto volume, cioè di serie. Un singolo camion non significa ancora produzione di serie a pieno regime, ma conferma che il progetto è entrato in una nuova fase.

Tesla ha presentato il prototipo del Semi nel 2017 e inizialmente aveva promesso l’avvio della produzione entro il 2019. I primi camion destinati ai clienti sono stati consegnati a PepsiCo nel dicembre 2022, ma da allora si è parlato più di un impiego limitato che di una produzione industriale su larga scala. Reuters ha scritto nel 2024 che PepsiCo utilizzava allora solo 36 dei 100 camion originariamente prenotati.

La produzione del Tesla Semi è concentrata in Nevada. Dan Priestley, responsabile del programma Semi, ha dichiarato nel 2025 che l’impianto è progettato per 50.000 camion l’anno e che la produzione sarà aumentata nel corso del 2026.

Nel rapporto Tesla relativo al primo trimestre del 2026, il Semi del Nevada risultava ancora indicato con lo status di “pilot production”, ma veniva anche precisato che la produzione di serie del Semi era attesa nel corso dell’anno.

Tesla propone il Semi con due autonomie. La Standard Range promette circa 325 miglia, pari a circa 523 chilometri, la Long Range circa 500 miglia, cioè 805 chilometri. Entrambe le versioni hanno tre motori elettrici indipendenti sull’asse posteriore, una potenza fino a 800 kW e una massa totale del convoglio di circa 37,2 tonnellate.

Secondo i dati ufficiali Tesla, il Semi consuma 1,7 kWh per miglio e, con un Semi Charger compatibile, può recuperare fino al 60% dell’autonomia in 30 minuti. Come standard di ricarica, Tesla indica la soluzione MCS 3.2. Questo colloca il camion in una posizione tecnica solida, ma l’impiego commerciale dipende dall’insieme formato da rete di ricarica, connessioni, capacità di assistenza e affidabilità reale del mezzo.

L’argomento di vendita più chiaro del Semi è l’autonomia. In un confronto di Reuters del 2024 si citava per il Daimler Freightliner eCascadia un’autonomia di circa 230 miglia, mentre il Tesla Semi promette circa 500 miglia. Sulla carta questo dà a Tesla un vantaggio importante nei trasporti regionali più lunghi, dove il numero delle soste di ricarica incide direttamente sull’economicità del ciclo di trasporto.

Allo stesso tempo, l’esperienza di PepsiCo ha mostrato che il lancio di un camion elettrico pesante non dipende solo dalla prontezza del veicolo. Secondo Reuters, diversi potenziali clienti di Tesla erano in attesa delle consegne del Semi e nel frattempo hanno iniziato a usare camion elettrici concorrenti. Per Tesla è un avvertimento pratico: un prodotto arrivato in ritardo può essere valido sul piano tecnico, ma i gestori di flotte valutano anche l’affidabilità delle consegne, l’assistenza e la disponibilità dell’infrastruttura di ricarica.


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