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Zoox di Amazon richiama i robotaxi ribelli

Autore auto.pub | Pubblicato il: 29.12.2025

Poco prima della fine dell’anno, Zoox, la divisione robotaxi di Amazon, si è trovata in una situazione imbarazzante. Le sue auto a guida autonoma sulle strade statunitensi hanno iniziato a invadere le corsie opposte, violando il codice della strada con tale frequenza che l’azienda ha dovuto avviare un richiamo ufficiale. La consolazione? Il problema era nel software, risolto con un aggiornamento digitale.

Zoox, controllata da Amazon, ha richiamato 332 veicoli impiegati nei suoi servizi di robotaxi. I dati interni hanno rivelato che, dalla fine dell’estate ai primi di dicembre, le auto autonome hanno tentato di attraversare la linea gialla centrale e di entrare nelle corsie opposte oltre sessanta volte. In alcuni casi si sono addirittura fermate lì, come se aspettassero pazientemente l’arrivo della polizia stradale, che però non si è mai vista.

L’indagine interna di Zoox ha stabilito che queste manovre avvenivano senza cause esterne evidenti. L’azienda sostiene di aver individuato l’origine del problema, ma ha scelto di non divulgare dettagli tecnici. Una riservatezza che ormai è la norma nel mondo dei veicoli autonomi, dove la trasparenza si ferma spesso un passo prima delle vere spiegazioni.

Negli ultimi giorni, Zoox ha distribuito una nuova versione del software su tutti i robotaxi attivi su strade pubbliche. Secondo l’azienda, l’aggiornamento ha risolto il difetto. Nonostante ciò, Zoox promette di continuare a monitorare attentamente il comportamento dei veicoli e di introdurre ulteriori miglioramenti se necessario, affinché le macchine rispettino la logica del traffico con la stessa precisione richiesta dalla segnaletica.

Attualmente, Zoox offre servizi di robotaxi a Las Vegas e San Francisco. Le prossime città in programma sono Austin e Miami, dove i modelli di traffico potrebbero mettere alla prova anche gli algoritmi più sicuri di sé.

Il progresso dei veicoli autonomi non segue mai una linea retta, per quanto lo suggeriscano le campagne di marketing. I giganti tecnologici come Amazon investono miliardi nei servizi di guida autonoma, ma basta un errore logico nel software per ribaltare la narrazione in un attimo. Questo episodio lo dimostra: il futuro dei robotaxi dipende meno dalle promesse audaci e molto di più dalla disciplina, poco glamour ma fondamentale, di far funzionare il software ogni singolo giorno.


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