Tesla Model Y
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La causa sul test drive Tesla solleva dubbi sull’affidamento di EV ad alte prestazioni a conducenti inesperti

Autore auto.pub | Pubblicato il: 03.08.2026

Un test drive di una Tesla Model Y in Virginia si è concluso con la vettura schiantata contro un salone di parrucchieri e avvolta dalle fiamme, dando origine a una richiesta di risarcimento superiore a 10 milioni di dollari. La ricorrente Alemzewd Lawgalet sostiene che Tesla abbia lasciato guidare da sola una persona alla prima esperienza con un’EV, senza spiegarle la frenata rigenerativa e mantenendo l’auto nell’impostazione di accelerazione più aggressiva senza informarla. Tesla nega ogni responsabilità e sostiene che Lawgalet non abbia adottato una ragionevole prudenza. Il tribunale non si è ancora pronunciato nel merito delle argomentazioni delle parti.

Il test drive è terminato dentro un edificio

Lawgalet ha effettuato un test drive con una Tesla Model Y ad Arlington, in Virginia, il 21 settembre 2024. Secondo quanto affermato nel ricorso, aveva comunicato al personale dello showroom di non aver mai guidato un’auto elettrica e aveva chiesto a un dipendente di accompagnarla. Sostiene che il personale le abbia detto che la Model Y si guidava in modo molto simile a un’auto a benzina, lasciandola però partire da sola.

Lawgalet afferma di essersi allarmata quando l’auto ha rallentato bruscamente dopo aver rilasciato l’acceleratore sull’Interstate 395. Non conoscendo la frenata rigenerativa, ha pensato che il veicolo potesse avere un problema e ha lasciato l’autostrada con l’intenzione di riportarlo allo showroom.

Ripartendo da un semaforo vicino al Pentagono, la Model Y avrebbe accelerato con molta più forza del previsto. Lawgalet ha perso il controllo, attraversato la carreggiata e si è schiantata contro il Posh Salon. Le cronache locali dell’epoca confermano che una Tesla entrò nell’edificio, prese fuoco e causò gravi ferite a una persona. Il ricorso sostiene inoltre che Lawgalet abbia riportato lesioni gravi e permanenti.

L’incidente e l’incendio sono eventi documentati. Il presunto mancato briefing alla conducente, l’impostazione dell’accelerazione del veicolo, l’uso dei pedali e la catena causale restano oggetto di contestazione e non sono stati accertati da un tribunale.

La frenata rigenerativa descritta appare compatibile con il normale funzionamento

Quando il conducente rilascia l’acceleratore, la Model Y rallenta tramite i suoi motori elettrici. I motori agiscono quindi da generatori, recuperando parte dell’energia cinetica del veicolo e restituendola alla batteria. Il manuale Tesla specifica inoltre che le luci dei freni si accendono quando la frenata rigenerativa rallenta l’auto con decisione, per esempio quando il conducente rilascia completamente l’acceleratore a velocità autostradale.

Il manuale della Model Y 2020–2024 consentiva su alcuni veicoli di scegliere tra le impostazioni Low e Standard per la frenata rigenerativa. Precisa inoltre che la regolazione non è disponibile sui veicoli prodotti all’incirca da gennaio 2024.

La decelerazione descritta da Lawgalet non indica quindi, di per sé, un guasto. È compatibile con la guida one-pedal di un veicolo elettrico. La questione giuridica più rilevante è se Tesla avrebbe dovuto spiegare tale comportamento prima di consentire a una cliente senza esperienza con le EV di iniziare un test drive senza accompagnatore.

La frenata rigenerativa, di per sé, non avrebbe causato la successiva accelerazione descritta nel ricorso. Lawgalet sostiene invece che l’esperienza precedente l’abbia spaventata e destabilizzata, compromettendo la sua capacità di giudizio e di gestire l’auto nella situazione di traffico successiva. La possibilità di dimostrare questo nesso causale dipenderà dalle prove.

La richiesta supera 10 milioni di dollari

Lawgalet chiede almeno 10 milioni di dollari a titolo di risarcimento compensativo e ulteriori 350.000 dollari per danni punitivi. La legge della Virginia limita a 350.000 dollari l’importo complessivo dei danni punitivi a carico di tutti i convenuti ritenuti responsabili.

L’importo richiesto non prova che Tesla sia responsabile né che i danni lamentati siano stati dimostrati. Indica il risarcimento richiesto dalla ricorrente.

La causa è ancora in una fase iniziale

Il 22 luglio 2026 Tesla e gli altri convenuti hanno trasferito il procedimento alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale della Virginia. Il registro federale riporta una causa relativa a un veicolo a motore e la richiesta di un processo con giuria, non una sentenza sulla responsabilità.

Tesla nega le accuse e ha sostenuto che Lawgalet non abbia adottato una ragionevole prudenza e non abbia limitato le perdite da lei lamentate.

Questa posizione è rilevante perché la Virginia applica il principio della colpa concorrente ostativa, anziché quello della colpa comparativa. Secondo le istruzioni civili modello dello Stato per le giurie, qualsiasi negligenza della ricorrente che abbia costituito una causa prossima dell’incidente può precludere il risarcimento in una causa ordinaria per negligenza. La responsabilità non viene semplicemente ripartita in percentuali.

Esiste una precisazione importante. Se viene accertato che il convenuto ha tenuto una condotta intenzionale e temeraria che ha contribuito all’incidente, mentre la condotta concorrente della ricorrente è stata soltanto negligente o gravemente negligente, il convenuto non può invocare la colpa concorrente come difesa. Se entrambe le parti hanno tenuto una condotta intenzionale e temeraria che ha contribuito allo stesso incidente, alla ricorrente può comunque essere precluso il risarcimento.

Ciò contribuisce a spiegare perché il ricorso qualifichi la presunta condotta di Tesla come sconsiderata, intenzionale e temeraria, nonché consapevolmente indifferente alla sicurezza. Questa formulazione sostiene la richiesta di danni punitivi e può anche incidere sulla difesa di Tesla basata sulla colpa concorrente. Resta un’accusa che Lawgalet dovrà dimostrare.

I test drive di veicoli ad alte prestazioni richiedono un briefing adeguato

La causa solleva una questione più ampia: come dovrebbe un concessionario affidare un SUV per famiglie con un’accelerazione da sportiva a chi guida un’EV per la prima volta?

Una consegna breve ma strutturata potrebbe ridurre il rischio:

- selezionare l’impostazione di accelerazione più dolce per il primo test;

- consentire al cliente di provare la frenata rigenerativa prima di entrare nel traffico intenso;

- spiegare la selezione della marcia, la risposta dell’acceleratore e il modo in cui l’auto rallenta;

- accompagnare un conducente che dichiara di non conoscere la tecnologia o di non sentirsi a proprio agio.

Nessuna di queste misure solleva il conducente dalla responsabilità di controllare il veicolo. Allo stesso modo, un venditore non dovrebbe presumere che il possesso della patente significhi comprendere automaticamente la guida one-pedal o la risposta immediata di una potente catena cinematica elettrica.

La questione riguarda tanto l’Europa quanto gli Stati Uniti. L’accelerazione da sportiva non è più limitata a veicoli bassi e chiaramente specialistici. È ormai disponibile su SUV silenziosi e pratici, il cui aspetto può offrire ben pochi indizi sulle loro prestazioni.

Tre controversie fattuali determineranno l’esito della causa

In primo luogo, il contenzioso dovrà stabilire quale versione della Model Y fosse coinvolta e quale impostazione dell’accelerazione fosse attiva. Il ricorso la definisce modalità “Insane”. Il manuale online Tesla per le Model Y 2020–2024 elenca Chill, Standard e, sulle vetture Performance o dotate di Acceleration Boost, Sport. L’attuale manuale della Model Y riporta sia Sport sia Insane per le versioni Performance, a seconda del mercato, della configurazione e della versione software.

La sola terminologia, quindi, non permette di stabilire la specifica o l’impostazione dell’auto usata per il test. Saranno necessari i dati di produzione e i registri software.

In secondo luogo, le prove dovranno mostrare quali pedali Lawgalet abbia azionato immediatamente prima dell’impatto e se il veicolo abbia risposto normalmente. La telemetria del veicolo, gli eventuali dati dell’evento e i filmati disponibili saranno fondamentali per distinguere una risposta inattesa del veicolo da un azionamento involontario o eccessivo dell’acceleratore.

In terzo luogo, il tribunale dovrà decidere se il personale Tesla abbia adottato una ragionevole prudenza nell’organizzare il test drive. Ciò comprende quello che sapeva dell’esperienza della cliente, quali spiegazioni le abbia fornito, se fosse stato chiesto a un dipendente di accompagnarla e come fosse configurata l’auto.

I dati del veicolo, le testimonianze e le procedure Tesla per i test drive determineranno in ultima analisi se l’incidente sia derivato principalmente da un errore della conducente, da un briefing inadeguato, da una combinazione dei due o da un’altra causa. Fino a quando queste prove non saranno esaminate, né il ricorso né la difesa di Tesla dovrebbero essere considerati accertamenti di fatto.


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