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BMW iX4
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Uno studio BMW rivela perché chi acquista un’auto elettrica vuole più autonomia di quanta gliene serva

Autore auto.pub | Pubblicato il: 12.10.2026

Chi acquista un’auto elettrica chiede centinaia di chilometri di autonomia, anche se per gli spostamenti quotidiani ne utilizza solo una parte. Secondo un nuovo studio BMW, fino a 120 chilometri basterebbero per gli spostamenti giornalieri del 73% degli americani, eppure il 42% non prenderebbe in considerazione un’auto elettrica con meno di 480 chilometri di autonomia. Ancora più significativo è il fatto che la ricarica rapida potrebbe pesare sulle decisioni d’acquisto più di una batteria sempre più grande.

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Esigenze reali e aspettative degli acquirenti non coincidono

La società di ricerche Big Village ha intervistato a settembre 1.005 adulti americani per conto di BMW Group. I risultati mostrano un divario significativo tra le esigenze di mobilità quotidiana e l’autonomia richiesta dagli acquirenti alle auto elettriche.

Se il 73% degli intervistati potrebbe affrontare gli spostamenti quotidiani con un’autonomia fino a 120 chilometri, il 42% vuole almeno 483 chilometri da un’auto elettrica. Tra questi, il 18% ritiene necessaria un’autonomia superiore a 644 chilometri.

L’autonomia è un fattore decisivo nelle scelte d’acquisto per il 72% degli intervistati, indipendentemente dalla distanza che percorrono effettivamente ogni giorno.

Lo studio, pubblicato da BMW l’8 ottobre, conferma che le aspettative degli acquirenti nei confronti delle auto elettriche dipendono non solo dalle esigenze quotidiane, ma anche dal desiderio di conservare un’autonomia sufficiente per i viaggi più lunghi.

La ricarica più rapida potrebbe contare più di una batteria più grande

Uno dei risultati più importanti dello studio riguarda la velocità di ricarica. Se un’auto elettrica potesse recuperare circa 240 chilometri di autonomia in dieci minuti, il 53% degli intervistati sarebbe più interessato ad acquistarne una.

L’effetto sarebbe ancora più marcato tra i conducenti più giovani. Tra gli intervistati della Generazione Z, il 70% ha ritenuto importante questa capacità di ricarica, così come il 65% dei millennial.

È aumentata anche la disponibilità a fermarsi per ricaricare. Se tra le persone intervistate nel 2025 il 48% riteneva accettabile una sosta fino a 30 minuti per la ricarica rapida, quest’anno la quota è salita al 55%.

La nuova iX3 di BMW mostra in quale direzione si sta muovendo la tecnologia. Con una colonnina rapida adatta, il suo sistema elettrico a 800 volt può recuperare circa 298 chilometri di autonomia in dieci minuti, secondo la stima del costruttore per il mercato statunitense.

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Una motorizzazione efficiente e un sistema di ricarica ad alta potenza potrebbero quindi offrire un’esperienza d’uso migliore rispetto a una batteria più grande. Una batteria più piccola contribuisce a ridurre il peso del veicolo, i costi di produzione e i consumi energetici, ma richiede un’infrastruttura di ricarica efficiente.

Il prezzo preoccupa più dell’autonomia

Il prezzo d’acquisto resta il principale ostacolo all’adozione delle auto elettriche: il 51% degli intervistati lo indica come la preoccupazione principale. La durata della batteria e gli eventuali costi di sostituzione preoccupano il 31%, i tempi di ricarica il 26% e l’autonomia il 24%.

Tuttavia, il 55% degli intervistati prenderebbe in considerazione l’acquisto di un’auto elettrica usata se il risparmio fosse sufficientemente elevato.

Nel complesso, il 68% degli intervistati è interessato alle auto elettriche. Il 27% considera i minori costi di gestione uno dei loro principali vantaggi, mentre il 19% cita la migliore dinamica di guida e un altro 19% le tecnologie più moderne.

In Europa l’autonomia reale conta di più

Sebbene lo studio di BMW riguardi i consumatori statunitensi, i suoi risultati sono rilevanti anche per il mercato europeo. In Europa i costruttori misurano l’autonomia secondo la procedura WLTP, che produce risultati diversi da quelli dei test EPA statunitensi.

Per esempio, un’auto elettrica con un’autonomia WLTP di 500 chilometri potrebbe percorrere una distanza nettamente inferiore in autostrada d’inverno. Il freddo, le velocità elevate e il riscaldamento dell’abitacolo aumentano sensibilmente i consumi energetici.

Il desiderio di una maggiore autonomia, quindi, non è necessariamente ingiustificato. Gli acquirenti tengono conto anche delle situazioni in cui le possibilità di ricarica sono limitate o i consumi effettivi superano quelli dichiarati ufficialmente.

Dallo studio BMW emerge comunque una tendenza chiara: il prossimo vantaggio competitivo delle auto elettriche potrebbe non essere una batteria ancora più grande. Potrebbe invece diventare molto più importante la capacità di percorrere una distanza sufficiente con consumi energetici ragionevoli e di recuperare autonomia il più rapidamente possibile.