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Tesla vuole fare di Optimus un robot americano, ma deve affidare alla Cina la produzione delle articolazioni

Autore auto.pub | Pubblicato il: 22.09.2026

Tesla si prepara alla produzione di massa di Optimus e, ancora una volta, ricorre a una soluzione già nota: quando occorre produrre rapidamente e in grandi quantità, conviene guardare alla Cina. L’azienda sta verificando alcuni fornitori locali che potrebbero iniziare a realizzare articolazioni, attuatori e componenti di precisione per il robot umanoide.

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Il team di Tesla ha avviato a settembre le ispezioni nella regione industriale del delta del fiume Yangtze. Tra le aziende citate figurano Tuopu Group, Zhejiang Sanhua Intelligent Controls e Ningbo Joyson Electronic. Il vantaggio è che Tesla non deve creare da zero la catena di fornitura: la maggior parte di queste società produce già componenti per le sue automobili.

La filiera automobilistica diventa la filiera della robotica

Optimus Gen 3 dovrebbe essere il primo robot umanoide di Tesla progettato fin dall’inizio per la produzione su larga scala. Secondo fonti cinesi, le forniture provenienti dal Paese comprendono, tra le altre cose, moduli articolari integrati, attuatori lineari e rotativi e strutture realizzate con lavorazioni di precisione.

Questo contribuisce in larga misura a spiegare perché Tesla si rivolga proprio a produttori già attivi nel settore della componentistica automobilistica. Un robot umanoide può sembrare qualcosa di esotico, ma dal punto di vista industriale è composto in gran parte da elementi ben noti: motori elettrici, riduttori, cuscinetti, sensori, unità di controllo, sistemi di gestione termica e parti metalliche prodotte con grande precisione.

In tutti questi ambiti, la Cina dispone di un’enorme base produttiva. Inoltre, Tesla deve già confrontarsi nel Paese con produttori locali di robot umanoidi. Lo stesso Elon Musk ha dichiarato che i concorrenti più forti di Tesla in questo settore arriveranno probabilmente dalla Cina.

Si discute degli ordini, mentre Tesla tace

Secondo fonti della catena di fornitura, alcune delle aziende sottoposte a verifica avevano già ricevuto ordini per Optimus prima dell’attuale ciclo di ispezioni e la produzione potrebbe iniziare dopo l’approvazione dei processi di controllo qualità e fabbricazione.

Tesla, tuttavia, non ha ancora confermato pubblicamente né volumi di fornitura specifici né un elenco completo dei fornitori di Optimus. Sui media cinesi circolano inoltre diverse previsioni sulla produzione. Non vi è quindi motivo di presentare le cifre relative a decine di migliaia di robot diffuse online come un piano produttivo definitivo.

L’audit in fabbrica rappresenta di per sé un indicatore più affidabile. Quando gli ingegneri Tesla verificano la qualità, i tempi ciclo e la stabilità della linea produttiva di un fornitore, non si tratta più soltanto di ordinare componenti per un prototipo che cammina su un palco. L’azienda sta realmente preparando la catena di fornitura per la produzione in serie.

La parte più difficile di Optimus non è insegnargli a camminare

Musk ha definito la produzione di massa di Optimus una delle sfide produttive più difficili per Tesla. E non è difficile credergli.

Un’automobile utilizza un numero enorme di componenti, ma le articolazioni mobili di un robot umanoide devono essere contemporaneamente piccole, leggere, robuste, precise ed economiche. La mano è particolarmente complessa, perché un gran numero di parti mobili deve trovare posto in un volume paragonabile a quello di una mano umana.

In definitiva, il vantaggio di Tesla potrebbe derivare meno dai robot mostrati sul palco e più da quel lavoro noioso che nessuno ha particolare interesse a esibire nelle presentazioni: standardizzare la catena di fornitura, ridurre il costo dei componenti e abbreviare i tempi ciclo delle linee produttive.

In questo senso, il ricorso a fornitori cinesi è quasi prevedibile. Tesla potrà sviluppare in California il software e il progetto di base di Optimus, ma l’industria cinese mantiene ancora una posizione molto forte quando si tratta di produrre milioni di componenti di precisione a un prezzo ragionevole.

E qui emerge una piccola ironia. Musk vuole trasformare il robot umanoide in una delle prossime grandi attività di Tesla. Per riuscirci, l’azienda tecnologica statunitense potrebbe aver bisogno proprio dello stesso apparato industriale cinese contro cui deve competere nel mercato dei robot umanoidi.