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Renault fa rinascere la 8 Gordini come coupé elettrica a trazione posteriore da 199 kW

Autore auto.pub | Pubblicato il: 24.09.2026

Renault ha recuperato la Renault 8 Gordini da uno dei capitoli più entusiasmanti della propria storia, scegliendo una strada ben più interessante rispetto all’ennesima concept car in stile rétro. La nuova Renault 8 Gordini Concept è una coupé elettrica a due posti da 199 kW che, con la carrozzeria bassa, le ruote di diametro differenziato e la coda fortemente accentuata, reinterpreta la sportiva con motore posteriore degli anni Sessanta nello spirito di una moderna auto da rally.

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In questa fase Renault non promette un modello di serie. La concept è nata come progetto di design e prosegue il percorso di reinterpretazione dei modelli storici avviato con la Renault 5 Diamant e il restomod elettrico della R17. Renault presenterà l’auto al Renault Carwalk il 24 settembre e la esporrà al Salone dell’Auto di Parigi dal 12 al 18 ottobre.

199 kW anziché 70 kW

La Renault 8 Gordini originale arrivò sul mercato nel 1964. Il motore posteriore erogava 95 CV, pari a circa 70 kW, e trasmetteva la potenza alle ruote posteriori. L’auto si guadagnò la reputazione di vettura veloce, capace di mettere alla prova l’abilità del pilota, e contribuì alla formazione di un’intera generazione di piloti francesi.

L’importanza della Gordini andava oltre il semplice fatto di essere una Renault 8 più potente. Renault associò il nome di Amédée Gordini alla versione sportiva di una normale auto di serie quando mancava ancora circa un decennio all’esplosione delle GTI. La carrozzeria blu e le due strisce bianche la resero subito riconoscibile.

La nuova concept mantiene la trazione posteriore e porta la potenza a 199 kW. Renault non ha comunicato capacità della batteria, coppia, peso, accelerazione o autonomia. È un limite importante: la 8 Gordini Concept sembra un’auto sportiva elettrica compiuta, ma per ora, dal punto di vista tecnico, rimane soprattutto uno studio di design.

La scelta di 199 kW è comunque interessante. La Renault 5 Turbo 3E si spinge all’estremo opposto con il suo sistema di propulsione elettrico da 397 kW. La Gordini Concept non cerca di superarla, ma si propone, almeno sul piano concettuale, come un’auto sportiva più leggera e semplice.

Renault trasforma una berlina a quattro porte in una coupé a due posti

La Renault 8 degli anni Sessanta era una berlina squadrata a quattro porte. La nuova Gordini sviluppa la stessa idea di base trasformandola in una coupé a due porte bassa e larga.

La concept è lunga 4,12 metri, larga 1,88 metri e alta appena 1,27 metri. Renault utilizza cerchi da 19 pollici all’anteriore e da 20 pollici al posteriore. Le ruote posteriori più grandi spostano all’indietro il baricentro visivo dell’auto e ne sottolineano l’architettura a trazione posteriore.

Renault non si è limitata a ridisegnare la vecchia auto in scala maggiore. Il frontale e la coda quasi simmetrici dell’originale hanno lasciato spazio a un profilo a cuneo più marcato, a passaruota larghi e a un abitacolo ribassato. Nella parte posteriore, la carrozzeria scende leggermente, una caratteristica assente sulla Renault 8 storica.

Il legame più evidente con la vecchia auto emerge nei dettagli. Renault ha conservato i passaruota squadrati e la caratteristica linea che attraversa la parte centrale della carrozzeria, utilizzando ora quest’ultima anche per convogliare l’aria verso una presa.

Non c’è una griglia anteriore. Il muso presenta invece sei elementi luminosi circolari che ricordano i fari supplementari delle auto da rally. Quando sono spenti, i fanali posteriori risultano quasi invisibili all’interno della carrozzeria.

Le strisce bianche della Gordini non sono più adesivi

Le due strisce bianche della Renault 8 Gordini originale divennero il tratto distintivo del modello. La concept riprende lo stesso motivo in modo molto più ambizioso.

Le strisce non sono semplici elementi grafici applicati alla carrozzeria blu. Renault le ha utilizzate per definire diversi componenti dell’auto, tra cui la griglia alla base del parabrezza e la grafica dei fanali posteriori. La linea prosegue nell’abitacolo e, attraversando la parte superiore della plancia, passa gradualmente dal bianco al blu.

Anche la vernice blu richiama lo storico Bleu de France. Renault impiega una finitura a tre strati con pigmenti perlati e un legante dalla tonalità blu, così da conferire maggiore profondità alla carrozzeria sotto la luce e mettere più chiaramente in risalto le superfici scolpite.

Il carattere tipografico Gordini si ispira a quello dell’auto del 1964. Renault ha inoltre aggiunto un nuovo emblema “8” composto da otto segmenti.

Qui “café racer” significa meno, non di più

Renault cita la filosofia “café racer”, nota nel mondo delle moto, come uno dei punti di partenza del progetto. L’idea non è sovraccaricare un’auto classica di decorazioni, ma eliminare il superfluo, lasciando in evidenza forma, materiali e funzione.

Per questo Renault ha nascosto alcune delle tradizionali giunzioni tra i pannelli della carrozzeria. Per esempio, la consueta linea di separazione del cofano non è visibile, perché l’intero pannello può essere rimosso in un unico pezzo, come su un’auto da corsa.

Nemmeno la modanatura laterale cromata della vecchia auto ritorna come elemento decorativo separato. I designer l’hanno invece trasformata in una linea tesa integrata nella carrozzeria.

È un approccio originale per un’auto rétro. Troppo spesso, far rinascere un modello storico significa ingrandirne i vecchi elementi e applicarli a una nuova carrozzeria. La Gordini Concept utilizza invece i tratti riconoscibili dell’originale come punto di partenza.

L’abitacolo rinuncia a un tablet gigante

La soluzione più interessante potrebbe trovarsi proprio nell’abitacolo. Renault non ha riempito la plancia con un unico, enorme schermo rettangolare.

La plancia orizzontale in alluminio spazzolato ospita invece strumenti digitali circolari. Le loro spesse cornici riprendono il trattamento tridimensionale dei fari anteriori rotondi.

Renault utilizza alluminio a vista e Alcantara al posto della plastica. Le sezioni centrali dei due sedili avvolgenti sono rivestite in velluto blu, richiamando i semplici sedili senza poggiatesta della vecchia Gordini. Renault non impiega fibra di carbonio nell’abitacolo, sebbene il materiale sia presente nella carrozzeria esterna.

Al centro della plancia trova posto un cronometro con un pulsante rosso. È un elemento quasi ostentatamente antiquato su un’auto elettrica, ma si addice a una Gordini più dell’ennesimo sottomenu a sfioramento.

Renault recupera dalla propria storia proprio i nomi giusti

La 8 Gordini Concept fa parte del programma con cui Renault, negli ultimi anni, ha deliberatamente valorizzato la propria eredità storica. Renault 5 e Renault 4 sono già tornate come auto elettriche di serie; la Renault 5 Turbo 3E porta un nome storico nel mondo delle sportive elettriche estreme, mentre il restomod elettrico R17 x Ora Ïto e la Renault 5 Diamant hanno esplorato lo stesso tema sotto forma di concept car.

Con la Gordini Concept è quindi opportuno evitare la conclusione automatica che una coupé elettrica da 199 kW sarà presto in vendita. Renault descrive l’auto come un progetto di design e prevede di collocarla successivamente nel museo Renault Collections di Flins. Il costruttore intende aprire il museo tra circa 15 mesi.

L’idea in sé meriterebbe però la produzione in serie. Il mercato europeo delle auto elettriche si sta rapidamente riempiendo di SUV, crossover e modelli pesanti con grandi batterie. Una coupé sportiva elettrica bassa, compatta e a trazione posteriore rappresenterebbe una proposta completamente diversa.

Il nome Gordini è particolarmente adatto a questo scopo. Amédée Gordini costruì la propria reputazione non sul lusso, ma sull’affinamento di soluzioni meccaniche modeste. Se Renault volesse mai realizzare un’auto elettrica il cui valore risieda nel peso, nel telaio e nella dinamica di guida, anziché nelle dimensioni massime dello schermo, avrebbe già un nome adatto.


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