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Volvo taglierà 2.500 posti di lavoro, le azioni perdono quasi il 30%

Volvo EX40
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Volvo Cars ha annunciato un ampio piano di riduzione dei costi che comporterà il taglio di circa 2.500 posti di lavoro nel mondo. La casa automobilistica svedese ha registrato una perdita operativa di 340 milioni di euro nel terzo trimestre del 2026, mentre i ricavi in Cina sono diminuiti di quasi la metà. I risultati finanziari deludenti hanno provocato una brusca reazione in Borsa: le azioni Volvo hanno perso quasi il 30% del loro valore in un solo giorno.

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In Svezia saranno tagliati 2.000 posti di lavoro

Secondo la relazione finanziaria di Volvo Cars, i tagli riguardano principalmente il personale d'ufficio e i consulenti esterni. Circa 2.000 posti saranno eliminati in Svezia e i restanti 500 nel resto del mondo. L'azienda riduce l'organico interrompendo i contratti di consulenza, non sostituendo chi lascia l'azienda e offrendo pacchetti di incentivi all'esodo. I nuovi tagli si aggiungono ai 3.000 posti di lavoro la cui eliminazione era stata annunciata nel 2025. Volvo punta a risparmiare ulteriori 460 milioni di euro all'anno. Entro la fine del 2027, i costi indiretti dell'azienda dovrebbero essere inferiori di quasi un quarto rispetto al 2024.

La concorrenza cinese erode i profitti

Nel terzo trimestre, i ricavi di Volvo sono scesi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente da 86,4 a 66,9 miliardi di corone svedesi, pari a circa 6,2 miliardi di euro.

L'utile operativo rettificato di 5,8 miliardi di corone svedesi si è trasformato in una perdita di 3,7 miliardi di corone svedesi, pari a circa 340 milioni di euro. Il margine di profitto è passato dal 6,7% al -5,6%.

Il problema più grave è in Cina, dove i produttori locali di auto elettriche mettono sotto pressione i marchi europei di fascia alta con prezzi sempre più aggressivi. I ricavi di Volvo in Cina sono diminuiti di quasi il 50% rispetto all'anno precedente. Sul mercato statunitense, i dazi sulle importazioni e la revoca degli incentivi all'acquisto di auto elettriche pesano sulla redditività. A gravare ulteriormente sui conti sono stati l'aumento dei costi delle materie prime, le perdite legate a Polestar e una crescita dei volumi di produzione del SUV elettrico EX60 più lenta del previsto.

L'amministratore delegato di Volvo, Håkan Samuelsson, ha riconosciuto che l'anno si è rivelato notevolmente più difficile di quanto l'azienda avesse inizialmente previsto. Secondo Reuters, le azioni Volvo hanno perso quasi il 30% dopo la pubblicazione dei risultati.

Volvo punta su 13 nuovi modelli

Nonostante le difficoltà finanziarie, Volvo non intende sospendere lo sviluppo dei prodotti. L'azienda prevede di presentare 13 nuove auto entro la fine del 2030, tre delle quali debutteranno nel 2027. In Europa, Volvo punta sulle auto elettriche, che nel terzo trimestre hanno rappresentato il 45% delle sue vendite. La EX60 ha raccolto oltre 50.000 ordini in Europa, ma l'introduzione di una nuova tecnologia produttiva sta inizialmente rallentando l'incremento della produzione. Volvo inizierà a produrre la XC60 per il mercato statunitense nello stabilimento di Charleston nel primo trimestre del 2027. In Cina, l'azienda sta rafforzando la collaborazione con la casa madre Geely e valuta l'utilizzo di linee di produzione condivise in Cina e in Belgio.

Per gli acquirenti europei, il cambiamento di strategia significa soprattutto una maggiore attenzione ai modelli elettrici e ibridi plug-in. Volvo deve però trovare il modo di ridurre i costi di produzione senza compromettere la qualità o la tecnologia.

Il problema di Volvo non è la mancanza di domanda di auto elettriche in Europa, ma il fatto che le forti vendite europee non riescono più a compensare la guerra dei prezzi in Cina e le difficoltà sul mercato statunitense. Un maggiore ricorso alla tecnologia e alla capacità produttiva di Geely potrebbe ridurre i costi, ma aumenterebbe anche la dipendenza di Volvo dalla casa madre cinese.