McLaren chiede di registrare i nomi Remuera e Muriwai, ma non annuncia nuove supercar
McLaren Automotive ha depositato nel Regno Unito domande di registrazione dei marchi «Remuera» e «Muriwai». Entrambi i nomi sono direttamente legati alla giovinezza di Bruce McLaren in Nuova Zelanda e si accordano alla perfezione con la recente svolta nell’identità del marchio. Le domande, però, non dimostrano che McLaren stia già preparando nuove supercar con quei nomi: il loro ambito è troppo ampio per trarre questa conclusione.
Secondo i dati del registro britannico dei marchi, McLaren Automotive Limited ha depositato entrambe le domande il 21 settembre 2026. A Muriwai è associato il numero UK00004449263, a Remuera il numero UK00004449265; entrambe le domande sono attualmente in esame. Il dettaglio più importante riguarda l’elenco dei prodotti: McLaren intende tutelare i nomi, tra l’altro, per automobili, veicoli elettrici, ibridi, SUV, auto da corsa e vetture destinate esclusivamente alla pista. Le stesse domande comprendono anche abbigliamento, orologi, giocattoli e vari altri prodotti. Una «nuova supercar», dunque, non è ancora un fatto, ma una delle possibili destinazioni di quei nomi.
Remuera non è soltanto un nome dal suono esotico
Remuera è un quartiere di Auckland dove Bruce McLaren è cresciuto e dove i suoi genitori, Les e Ruth McLaren, gestivano una stazione di servizio. L’insegna sopra quell’officina ha ispirato il nuovo logotipo McLaren, presentato il 22 settembre.
La coincidenza temporale sembra quindi tutt’altro che casuale. McLaren ha depositato la domanda per Remuera un giorno prima di mettere quello stesso luogo al centro della sua nuova identità visiva.
Un nome del genere si accorda con la direzione intrapresa da McLaren nel 2026 molto meglio di un’altra sigla numerica. L’azienda dà sempre più risalto all’eredità di Bruce McLaren, ha riportato in auge il simbolo Speedy Kiwi e ha collegato la storia della nuova McL 6GT alle origini della M6GT. Allo stesso tempo, McLaren si prepara ad ampliare la gamma oltre le supercar a due posti, anche con il suo primo SUV ad alte prestazioni.
Muriwai indica il luogo in cui iniziò davvero a correre
Il secondo nome ha un significato ancora più preciso. Nel 1952, a 15 anni, Bruce McLaren partecipò alla cronoscalata di Muriwai Beach al volante di una Austin Ulster preparata nell’officina di famiglia. L’archivio storico della stessa McLaren la descrive come la sua prima partecipazione a una gara. Oggi quella vettura è custodita al McLaren Technology Centre.
Se Remuera indica il luogo in cui l’auto fu costruita, Muriwai indica quello in cui Bruce la portò in gara. Per chi si occupa di marketing, sarebbe difficile trovare una storia migliore.
Entrambi i nomi sono quindi ottimi candidati per una serie limitata, un modello speciale o una futura ammiraglia. Ma è qui che occorre prudenza: McLaren non ha confermato alcun legame tra questi nomi e una vettura specifica.
I nomi delle McLaren stanno già cambiando
Per decenni McLaren ha privilegiato sigle dal carattere tecnico. MP4-12C, 650S, 720S e l’attuale 750S formano una discendenza piuttosto chiara. La 750S di oggi eroga 552 kW e 800 Nm grazie a un V8 biturbo da 4,0 litri e accelera da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi.
Da tempo, però, non tutte le McLaren portano soltanto sigle numeriche. Artura ha un nome proprio, come già Senna ed Elva, mentre la Ultimate Series prosegue oggi con la W1. Nell’attuale gamma di supercar McLaren convivono Artura, 750S e 788HS: l’azienda non segue più un unico criterio rigido per i nomi dei modelli.
Remuera e Muriwai porterebbero questa logica un passo più avanti. Non sono nomi di fantasia pensati per evocare il lusso, ma luoghi precisi legati a McLaren da prima della fondazione dell’azienda.
Ferrari e Lamborghini sono già più avanti su questo fronte
Nel mercato europeo delle supercar, un nome di modello forte è parte integrante del prodotto. Ferrari ricorre a riferimenti storici e geografici, mentre Lamborghini da decenni rende i nomi legati alla tauromachia un elemento inseparabile del proprio marchio. Al confronto, McLaren ha spesso dato l’impressione di attingere a un foglio Excel dell’ufficio tecnico.
Non era un problema quando bastavano leggerezza, fibra di carbonio e uno sterzo di precisione quasi telepatica come messaggio centrale. Le cose cambiano con l’ampliamento della gamma. Quando una supercar a motore centrale, un’ibrida, un’ammiraglia in serie limitata e un SUV cominciano a condividere lo stesso showroom, il nome deve aiutare a distinguerli anche sul piano emotivo.
Remuera e Muriwai offrirebbero a McLaren qualcosa che i concorrenti non possono copiare. La storia di Bruce McLaren appartiene solo a McLaren.
Una domanda di registrazione del marchio non conferma un modello
La correzione più importante rispetto alla notizia originale riguarda i termini usati. McLaren non ha «brevettato» due nomi per nuove supercar: ha presentato domande di registrazione di marchi. Un brevetto tutela un’invenzione tecnica, mentre un marchio tutela un nome, un logo o un altro segno distintivo commerciale.
I nomi, inoltre, non sono ancora stati registrati in via definitiva: le domande britanniche sono attualmente in esame.
McLaren potrebbe usarli per auto future, serie speciali o accessori, oppure lasciarli del tutto inutilizzati. Le case automobilistiche tutelano spesso dei nomi semplicemente per mantenere aperte le opzioni future.
A rendere queste domande più interessanti del solito, però, è il loro chiaro legame con la svolta nell’identità McLaren appena presentata. Il nuovo logotipo trae origine da Remuera, Bruce disputò la sua prima gara a Muriwai e la stessa McLaren afferma di voler legare il proprio futuro alla storia del fondatore più strettamente che in passato.
Se una futura McLaren porterà davvero uno di questi nomi, non sarà una scelta di marketing arbitraria. L’azienda ne sta già costruendo il contesto.