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BMW M5 Touring (Foto: BMW)
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Nessun motore esclusivamente termico tra i 10 migliori dell’anno

Autore auto.pub | Pubblicato il: 15.10.2026

Nel settore automobilistico si è verificato un cambiamento piccolo ma significativo. Per la prima volta in 32 anni, nella prestigiosa selezione di WardsAuto dei 10 migliori sistemi di propulsione dell’anno non compare alcuna auto spinta esclusivamente da un motore a combustione interna. Tutti i vincitori del 2026 adottano la trazione elettrica o una tecnologia ibrida. E i riconoscimenti non sono andati soltanto a vetture familiari dai consumi contenuti, ma anche alla Porsche 911, alla BMW M5 e a una Chevrolet Corvette da 920 kW.

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L’elettrificazione conquista tutti e 10 i posti

La testata automobilistica statunitense WardsAuto ha annunciato il 13 ottobre la sua selezione annuale «10 Best Engines & Propulsion Systems». I giudici hanno valutato 26 sistemi di propulsione, considerando potenza, coppia, consumo di carburante e di energia, innovazione tecnologica e comfort di guida.

Il risultato: quattro sistemi di propulsione completamente elettrici, quattro ibridi non ricaricabili e due ibridi plug-in.

I 10 migliori sistemi di propulsione del 2026:

Modello

Sistema di propulsione

Mercedes-Benz GLC 400 4MATIC Electric

Trazione integrale elettrica con due motori

Rivian R2 Performance

Trazione integrale elettrica con due motori

Subaru Trailseeker

Trazione integrale elettrica con due motori

Volvo EX60 P10 AWD

Trazione integrale elettrica con due motori

Chevrolet Corvette ZR1X

Ibrido con motore V8 da 5,5 litri

Hyundai Palisade Hybrid

Ibrido con motore turbo a quattro cilindri da 2,5 litri

Nissan Rogue Hybrid

Ibrido con motore turbo a tre cilindri da 1,5 litri

Porsche 911 Carrera GTS T-Hybrid

Ibrido con motore boxer a sei cilindri da 3,6 litri

BMW M5 Touring

Ibrido plug-in con motore V8 da 4,4 litri

Toyota RAV4 PHEV GR Sport

Ibrido plug-in con motore a quattro cilindri da 2,5 litri

WardsAuto non stila una graduatoria tra i 10 vincitori: tutti ricevono lo stesso riconoscimento.

Ora anche un V8 ha bisogno di un motore elettrico

A rendere particolarmente interessante la selezione di quest’anno è il fatto che l’elettrificazione non significa necessariamente meno potenza o un’esperienza di guida più contenuta.

La più potente è stata la Chevrolet Corvette ZR1X, il cui V8 biturbo da 5,5 litri lavora insieme a un motore elettrico che muove l’asse anteriore. La potenza complessiva del sistema raggiunge i 920 kW.

Anche la BMW M5 Touring abbina un motore V8 a un sistema ibrido plug-in, mentre la Porsche 911 Carrera GTS impiega un turbocompressore elettrico e un motore elettrico integrato nel cambio.

Queste auto mostrano che l’elettrificazione non serve soltanto a ridurre i consumi di carburante. Un motore elettrico può migliorare la risposta, compensare i cali nell’erogazione della coppia e aumentare le prestazioni.

Il passo indietro del motore termico è cominciato prima

WardsAuto organizza il concorso dal 1995. Il primo sistema di propulsione ibrido è entrato tra i vincitori nel 2001, quando il riconoscimento è andato alla Toyota Prius.

Nel 2025, tra i primi 10 figurava ancora un sistema di propulsione non elettrificato: il V8 biturbo della Chevrolet Corvette ZR1. Anche quest’anno erano in gara diversi motori termici tradizionali, ma nessuno è entrato nella lista dei vincitori.

Per l’industria automobilistica europea, il risultato conferma una direzione già nota. La tecnologia ibrida non è più soltanto un modo per rispettare i requisiti sulle emissioni, ma uno strumento importante per sviluppare sistemi di propulsione più potenti e migliori.

Vale comunque la pena considerare il risultato nella giusta prospettiva. Si tratta di una valutazione dei sistemi di propulsione nuovi o profondamente aggiornati destinati al mercato statunitense, non di un confronto tra i migliori motori di sempre a livello mondiale. La lista dei vincitori non significa che i motori termici tradizionali siano diventati improvvisamente inadeguati sul piano tecnico.

Eppure il messaggio è chiaro. Una decina d’anni fa, un ibrido doveva dimostrare di poter competere con un motore termico. Ora è un motore termico tradizionale a dover spiegare perché dovrebbe fare del tutto a meno dell’assistenza elettrica.