BMW taglierà 1.800 posti di lavoro in Cina: vendite in calo di quasi il 22%
Il vasto programma di riduzione dei costi di BMW è arrivato in Cina, dove la casa automobilistica prevede di ridurre di circa 1.800 persone l’organico della joint venture BMW Brilliance Automotive. Si tratta di circa un decimo dei dipendenti della società. Dietro i tagli c’è un netto cambiamento nel mercato cinese delle auto di lusso: i costruttori locali sottraggono quote di mercato ai marchi premium europei, mentre le vendite di BMW sono diminuite del 21,8% in nove mesi.
I tagli maggiori riguardano gli addetti alla produzione
Secondo la testata cinese AI4Robo, i tagli al personale sono iniziati il 2 novembre e riguardano sia gli addetti alle linee di produzione sia il personale amministrativo. I tagli maggiori interessano il complesso produttivo di Shenyang, il più grande al mondo di BMW.
La società offre ai dipendenti una buonuscita calcolata secondo la formula N+5: una mensilità della retribuzione lorda per ogni anno di servizio, più cinque mensilità di stipendio base.
I tagli riguardano sia dipendenti con pochi anni di servizio sia specialisti che lavorano per la società da oltre un decennio. BMW non ha confermato ufficialmente né l’entità precisa dei tagli in Cina né le condizioni delle buonuscite.
Gli acquirenti cinesi si allontanano da BMW
Nei primi nove mesi del 2026, BMW e MINI hanno consegnato circa 376.000 auto in Cina, il 21,8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso periodo, le consegne globali sono diminuite del 4,9%, attestandosi a circa 1,71 milioni di veicoli.
Le vendite sono invece cresciute del 4,5% in Europa e del 3,4% negli Stati Uniti. Questo mostra quanto le difficoltà di BMW siano legate in particolare al mercato cinese.
La quota della Cina nelle vendite globali di BMW è scesa dal 32,3% nel 2023 al 25,4% nel 2025.
I produttori locali di auto elettriche offrono tecnologie sempre più competitive e dotazioni ricche, spesso a prezzi sensibilmente inferiori. I tradizionali punti di forza di BMW — un marchio solido e la qualità ingegneristica tedesca — non garantiscono più i risultati di vendita di un tempo.
Migliaia di posti a rischio anche in Germania
BMW si prepara a tagliare circa 8.000 posizioni in Germania, concentrandosi soprattutto sulle funzioni dirigenziali, di sviluppo e di supporto.
La redditività della società è peggiorata nettamente. Nel primo semestre del 2026, l’utile ante imposte è calato del 29,4%, mentre il margine operativo della divisione automobilistica è sceso al 3,6%.
All’inizio di novembre, BMW ha nuovamente rivisto al ribasso le previsioni per l’intero anno. La società prevede ora che il margine operativo della divisione automobilistica per l’intero anno si collochi tra il -0,5% e lo 0,5%, soprattutto a causa dei costi di ristrutturazione e della debolezza della domanda.
Alla Neue Klasse il compito di invertire la rotta
BMW punta sulla nuova generazione di auto elettriche Neue Klasse per rilanciarsi in Cina. A ottobre è iniziata nello stabilimento di Shenyang la produzione delle batterie ad alta tensione di sesta generazione, dopo un investimento della società di circa 1,3 miliardi di euro.
Le iX3 e i3 di nuova generazione dovrebbero aiutare BMW a competere con i produttori locali di auto elettriche su autonomia, velocità di ricarica e software.
Per gli acquirenti europei, i tagli al personale in Cina non comportano cambiamenti immediati alla gamma di modelli. Tuttavia, la riduzione dei costi su scala globale di BMW influirà sullo sviluppo dei futuri modelli e sulla sua strategia produttiva.
Il problema di BMW non è più soltanto un calo temporaneo delle vendite. Gli acquirenti cinesi hanno dimostrato di non essere più disposti a pagare lo stesso sovrapprezzo per i marchi europei di lusso quando i concorrenti locali offrono tecnologie equivalenti o migliori. Il successo della Neue Klasse determinerà se BMW riuscirà a invertire questa tendenza.