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La prima elettrica di Ferrari è già esaurita per il 2027, nonostante le critiche al design

Ferrari Luce (Foto: Ferrari) 1/93
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La Luce, prima Ferrari completamente elettrica, si è rivelata più popolare del previsto. Nonostante l’ondata di critiche in primavera, l’intera produzione prevista per il 2027 è già stata prenotata dagli acquirenti. Le consegne dell’auto elettrica, che costa oltre mezzo milione di euro, inizieranno più avanti quest’anno, mentre i nuovi clienti dovranno attendere almeno un anno. È un risultato importante per Ferrari: la Luce doveva dimostrare che la leggendaria casa italiana di auto sportive può conquistare clienti anche senza un motore a combustione interna.

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Ordini prima ancora della prova su strada

L’amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna, ha confermato durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre che tutte le Luce destinate ai clienti per il 2027 sono già state assegnate.

Ancora più significativo è il fatto che la maggior parte degli acquirenti non abbia guidato l’auto. Le prove su strada per la stampa internazionale inizieranno soltanto nel primo trimestre del 2027; i clienti si metteranno al volante in seguito.

Secondo Reuters, Ferrari non riscontra attualmente problemi né sul fronte della produzione né su quello della domanda. L’azienda, tuttavia, non comunica quante Luce costruirà l’anno prossimo.

È quindi più difficile valutare la portata del tutto esaurito della produzione prevista. Ferrari tradizionalmente limita i volumi produttivi per preservare l’esclusività e i prezzi elevati delle sue auto. Un portafoglio ordini completo, dunque, non dimostra ancora che la domanda di auto elettriche di lusso sia diffusa.

Oltre 770 kW e cinque posti

La Luce è fondamentalmente diversa dalle Ferrari precedenti. Con quattro porte e cinque posti, abbina le prestazioni di un’auto sportiva a una carrozzeria più pratica. Il design esterno è stato sviluppato in collaborazione con LoveFrom, la società fondata da Jony Ive, ex responsabile del design di Apple.

Sul piano tecnico, intanto, è all’altezza del nome Ferrari.

Quattro motori elettrici erogano una potenza complessiva di oltre 770 kW. L’auto accelera da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima superiore a 310 km/h.

Secondo il costruttore, la batteria da 122 kWh garantisce un’autonomia di oltre 530 km. La ricarica in corrente continua fino a 350 kW contribuisce a ridurre il tempo necessario per ricaricare la grande batteria.

Ferrari adotta un’architettura elettrica a 800 volt e sviluppa internamente gran parte delle tecnologie relative ai propulsori e alle batterie.

Ferrari vende esclusività, non soltanto un’auto elettrica

Il lancio della Luce è significativo in un momento in cui diverse case automobilistiche di lusso hanno rinviato i propri piani di elettrificazione.

Il vantaggio di Ferrari, tuttavia, risiede nella sua clientela. Chi spende più di mezzo milione di euro per un’auto non confronta soltanto l’autonomia e la potenza di ricarica. Contano altrettanto il marchio, la rarità e la possibilità di essere tra i primi proprietari di una Ferrari elettrica.

In Europa, la Luce si confronta soprattutto con la Porsche Taycan Turbo GT e con altre auto elettriche di lusso dalle prestazioni eccezionali. Ferrari, però, chiede un prezzo considerevolmente più alto, offrendo in cambio un prodotto più esclusivo.

I risultati finanziari dell’azienda sostengono questa strategia. Nel terzo trimestre, i ricavi di Ferrari sono cresciuti del 7%, raggiungendo circa 1,9 miliardi di euro. L’utile netto è aumentato del 13%, a 431 milioni di euro.

Il successo della Luce mostra che le critiche online e le preferenze degli acquirenti effettivi possono essere due cose del tutto diverse. I clienti Ferrari potrebbero non aver bisogno del sound di un V8 o di un V12 per pagare un prezzo straordinario per un’auto straordinaria.

Allo stesso tempo, il fatto che la Luce sia esaurita non significa che Ferrari stia abbandonando i motori a combustione interna. L’azienda vuole che le auto elettriche rappresentino il 20% della sua gamma entro il 2030. Il resto sarà composto da ibride e modelli con propulsori convenzionali.