Concessionario rischia un conto di almeno 1,65 milioni di euro per un supplemento del 2% non dichiarato chiaramente
Un supplemento del 2% può sembrare abbastanza modesto da passare inosservato in un contratto. Applicato al prezzo di una BMW o di una Lexus, però, raggiunge presto le quattro cifre. Un’indagine nello Stato di New York ha accertato che il gruppo di concessionarie DARCARS presentava questo addebito come una commissione di vendita, benché il denaro non andasse al venditore, il pagamento non fosse obbligatorio e i clienti non ricevessero praticamente nulla in cambio. Due concessionarie rimborseranno ora ai clienti oltre 1,03 milioni di euro, mentre DARCARS pagherà un’ulteriore sanzione di circa 615.000 euro.
Una denuncia ha fatto emergere la pratica
L’ufficio della procuratrice generale dello Stato di New York ha avviato un’indagine su DARCARS Lexus nel febbraio 2022, dopo la denuncia di un cliente: nel contratto di acquisto figurava una «commissione di vendita» di oltre 615 euro che non era stata comunicata chiaramente prima della transazione.
Gli investigatori hanno accertato che DARCARS Lexus aveva iniziato ad applicare l’addebito del 2% nell’ottobre 2021. DARCARS BMW ha adottato la stessa pratica nell’agosto 2022. Le concessionarie inserivano nei contratti di vendita e di leasing una voce prestampata. Sebbene i contratti precisassero che l’addebito non era previsto dalla legge, il personale di vendita non spiegava chiaramente ai clienti che potevano acquistare o prendere in leasing il veicolo senza pagarlo.
La situazione è diventata ancora più imbarazzante quando i clienti hanno chiesto che cosa stessero effettivamente pagando. Secondo gli investigatori di New York, i dipendenti lo descrivevano, tra le altre cose, come un normale costo applicato dalla concessionaria oppure sostenevano che il denaro servisse a retribuire il venditore. Entrambe le spiegazioni erano false. In alcuni casi, i dipendenti giustificavano l’addebito richiamando i costi della concessionaria e le provvigioni del personale.
Nel frattempo, DARCARS Lexus e DARCARS BMW pubblicizzavano online veicoli a prezzi che escludevano il supplemento del 2%. Le offerte apparivano così più convenienti di quelle dei concorrenti, ma il prezzo finale aumentava al momento della firma del contratto di vendita. Secondo le stime dell’ufficio della procuratrice generale, le concessionarie hanno incassato milioni con questa pratica.
«Assurance» era, in sostanza, un costoso buono per tornare dalla stessa concessionaria
La commissione del 2% non era l’unico problema. L’azienda inseriva nei contratti anche un pacchetto di servizi aggiuntivi chiamato DARCARS Assurance, dando ai clienti l’impressione che fosse obbligatorio per acquistare o prendere in leasing un veicolo.
Uno dei servizi del pacchetto prometteva un credito fino a circa 2.200 euro da destinare alla franchigia assicurativa nel caso in cui il veicolo fosse dichiarato perdita totale. Il vincolo era nelle condizioni: il cliente poteva usufruirne solo acquistando o prendendo in leasing il veicolo successivo dalla stessa concessionaria entro 60 giorni. Non era previsto alcun pagamento immediato dopo un incidente; di fatto, si trattava di un buono sconto per l’operazione successiva.
Pacchetti aggiuntivi di questo tipo sono eccezionalmente redditizi nella vendita di auto, perché prima di arrivare in concessionaria i clienti di solito confrontano il prezzo del veicolo, non le 10 possibili voci aggiunte in fondo a un contratto di finanziamento. Mentre il margine sulla vendita del veicolo in sé diventa sempre più trasparente, finanziamenti, garanzie, pacchetti di protezione e altri extra permettono alla concessionaria di recuperare margine sull’operazione. Secondo gli investigatori, DARCARS ha superato il limite perché ai clienti non veniva spiegato con chiarezza che cosa fosse facoltativo.
Rimborsi per oltre un milione di euro, più una sanzione
In base all’accordo, la concessionaria Lexus rimborserà circa 785.000 euro ai clienti ai quali è stata addebitata la commissione di vendita tra il 23 ottobre 2021 e il 30 maggio 2022. Le due concessionarie verseranno inoltre complessivamente circa 248.000 euro in altri indennizzi.
Di questa somma, circa 103.000 euro andranno ai clienti che hanno presentato reclami per DARCARS Assurance e circa 145.000 euro a chi ha segnalato alle autorità la commissione di vendita ingannevole. I clienti che hanno pagato gli stessi addebiti in seguito potranno presentare richieste separate: il totale finale dei rimborsi potrebbe quindi salire a diversi milioni di euro.
Oltre ai rimborsi, DARCARS pagherà una sanzione di circa 615.000 euro. I rimborsi finora individuati e la sanzione portano dunque il conto per l’azienda ad almeno circa 1,65 milioni di euro. Gli importi sono stati convertiti in euro al tasso di cambio del 28 settembre 2026.
L’accordo impone all’azienda di smettere di applicare la commissione di vendita e, in futuro, di comunicare chiaramente tutti gli addebiti e i servizi aggiuntivi. L’azienda non potrà più vendere DARCARS Assurance né pacchetti simili in nessuna delle sue concessionarie nello Stato di New York. Il personale addetto alle vendite, ai finanziamenti, al marketing e alla pubblicità dovrà seguire ogni anno una formazione sulle pratiche commerciali corrette.
Una pratica del genere sarebbe rischiosa anche in Europa
Le norme dell’Unione europea a tutela dei consumatori si basano su un principio piuttosto semplice: agli acquirenti deve essere mostrato il prezzo totale, comprensivo di imposte e oneri aggiuntivi obbligatori prevedibili. La direttiva UE sui diritti dei consumatori richiede inoltre il consenso esplicito del cliente per i pagamenti aggiunti al prezzo dell’operazione principale. Un consumatore potrebbe avere diritto al rimborso per un servizio aggiuntivo inserito automaticamente in un contratto.
Esiste anche una sentenza direttamente pertinente della Corte di giustizia dell’Unione europea. Nella causa C-476/14, la Corte ha stabilito che, se il cliente deve inevitabilmente sostenere il costo del trasporto dell’auto dal produttore al concessionario, il venditore deve includerlo nel prezzo di vendita pubblicizzato. In altre parole, un prezzo che appare allettante nei risultati di ricerca e aumenta solo al momento dell’acquisto non è una strategia commerciale particolarmente astuta secondo le norme europee.
Il caso DARCARS è quindi più di un’altra vicenda di discutibili «spese di concessionaria». Mostra quanto possa rendere una piccola percentuale applicata alla fine di una transazione di importo elevato e quanto rapidamente la vendita di servizi aggiuntivi diventi problematica quando i clienti non riescono più a distinguere quali voci del prezzo siano obbligatorie e quali facoltative.